Milano, alcolici da asporto: la marcia indietro di Sala. "Grazie Iene" | VIDEO
Vi avevamo parlato del divieto di vendita di alcolici da asporto a Milano dopo le ore 19, un provvedimento che aveva provocato la reazione di protesta degli ambulanti della zona Navigli che ci avevano mandato un video messaggio. Ora il sindaco Sala ha annunciato il ritiro del provvedimento. E gli ambulanti ci ringraziano in un nuovo video
”Grazie Iene, da stasera possiamo tornare a vendere alcolici da asporto dopo le 19. Dopo quasi 4 mesi bloccati, finalmente possiamo tornare a lavorare con più serenità”.
Il ringraziamento, nel video che vedete qui sopra, arriva anche a noi da una delle 13 famiglie titolari di licenza ambulante sui Navigli: qualche giorno fa avevano protestato per l’ordinanza del sindaco di Milano Giuseppe Sala che vietava appunto di vendere alcolici da asporto dopo le ore 19 per evitare assembramenti nelle zone della movida.
Ora il primo cittadino ha fatto marcia indietro revocando il provvedimento. L’ordinanza, emanata lo scorso 26 maggio e che sarebbe dovuta restare in vigore fino al 15 giugno, prevedeva multe molto salate per gli acquirenti da 400 a 3.000 euro.
Un’ordinanza voluta, si spiegava, perché “a seguito dell’apertura degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi, comprese le attività artigianali con asporto, si sono verificati assembramenti di persone in violazione delle misure di prevenzione COVID-19. Nella maggior parte dei casi gli assembramenti si sono determinati in prossimità degli esercizi suddetti nei quali è consentita la vendita da asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione”.
Ora il passo indietro, annunciato dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Anna Scavuzzo che ha spiegato: ”La reazione che c’è stata da parte della città alle indicazioni per il distanziamento e per l’uso delle mascherine è stata ottima”.
Del divieto, che puntava a ridurre il rischio contagio soprattutto nelle aree calde della movida milanese, vi avevamo parlato pubblicando il primo video appello in cui alcuni commercianti ambulanti della zona dei Navigli chiedevano al Sindaco di cancellare l’ordinanza, penalizzante per la loro attività.
”Siamo fermi da oltre tre mesi”, diceva nel primo video di protesta uno degli ambulanti, “siamo andati avanti con molta difficoltà, abbiamo ridotto le spese, abbiamo mangiato di meno, abbiamo vissuto in modi davvero difficili. Una volta che credevamo di essere pronti a ripartire, ecco che ci avete un po' tagliato le gambe. Chiediamo di poter rimanere in un posto fisso più di due ore e poi, visto che i Navigli a Milano sono invasi di tavolini perché lei ha chiesto di vivere la città, anche noi lo abbiamo quello spazio: non lo vogliamo in regalo, ce lo faccia pagare, ma ci faccia mettere magari 5-6 tavolini anche a noi senza disturbare nessuno. Vogliamo solo lavorare”.
”Siamo un gruppo di famiglie che non hanno altri introiti”, ribadiva collega. “Abbiamo famiglie, paghiamo le tasse. Non vogliamo essere assistiti dallo Stato, vogliamo solo lavorare. Il problema è l’assembramento delle persone, non le bibite da asporto”. ”Abbiamo un sacco di spese da affrontare”, concludeva un terzo. Tra poco andremo tutti alla Caritas, per mangiare. Signor sindaco la prego ci aiuti, oltretutto ora ci sono anche le scadenze per pagare Inps e Inail. Noi vogliamo pagare tutto ma vogliamo anche lavorare”.
In realtà l’ordinanza del Sindaco Sala non citava espressamente i titolari delle licenze ambulanti e quindi, teoricamente, questi commercianti avrebbero potuto vendere dopo le 19, facendo poi ricadere la responsabilità (con tanto di sanzione salatissima) su chi avesse acquistato. “Abbiamo chiamato gli uffici della polizia annonaria”, ci hanno raccontato. “Ci hanno spiegato che noi teoricamente potevamo vendere. Una prima volta ci hanno anche detto che avremmo potuto tacere del divieto con l’acquirente anche se sarebbe stato meglio, più corretto, avvertirlo. Insomma ci è sembrata una soluzione un po' pasticciata, meno male che adesso è stata revocata. Grazie anche all’appello che ci avete fatto fare, grazie ancora Iene!”.