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Supermarket dell'eroina di Prato: arrestato spacciatore già scovato da Le Iene | VIDEO

Nel 2016 vi avevamo mostrato come funzionava il mercato dell’eroina nel pieno centro di Prato tra ragazzini italiani in cerca di sballo e bande di pusher africani. Uno di questi l’avevamo filmato mentre spacciava e intervistato: è stato arrestato ora dai carabinieri di Montemurlo e portato in carcere

Nel gennaio del 2016, come potete rivedere qui sopra, vi avevamo raccontato lo spaccio di droga, soprattutto eroina, nel centro di Prato in Toscana. Un traffico gestito soprattutto da uomini africani che sostavano davanti ai negozi etnici o alla stazione in attesa dei clienti, spesso giovanissimi, che venivano a comprare la droga in questo supermarket a cielo aperto. Eravamo tornati a Prato 9 mesi dopo, per vedere se la situazione era cambiata, ma avevamo trovato ancora le stesse facce e gli stessi traffici.

Ora i carabinieri di Montemurlo hanno portato in carcere uno degli spacciatori che vi avevamo mostrato nel servizio dell’ottobre 2016, un 37enne nigeriano già noto alle forze dell’ordine.  L’uomo, già arrestato a marzo 2020 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nei parcheggi sotterranei di viale Vittorio Veneto, aveva ricevuto la misura del divieto di dimora nella provincia di Prato. Ora, avendola violata, è finito nel carcere della Dogaia dove dovrà attendere l’esito del procedimento penale a suo carico.

Marco Maisano, dopo avere seguito i pusher nei loro giri alla ricerca di clientela, li aveva avvicinati ma avevano fatto finta di non capire l’italiano negando comunque ogni accusa. “La pallina di droga ce l’hai in bocca”, aveva detto a uno di loro, dimostrandogli di conoscere i metodi che usavano. Ma lui, sorridendo, aveva aperto la bocca sapendo bene di averla ingoiata e dunque di non correre più alcun rischio con la giustizia.

“La situazione rispetto a quando siete venuti in città è molto migliorata”, ci spiega il maresciallo Abbatangelo, della tenenza di Montemurlo, uno degli uomini che hanno arrestato materialmente il 37enne nigeriano incontrato nel servizio dell’ottobre 2016. “Conduciamo regolarmente operazioni per stroncare questo fenomeno e posso dirle che anche l’altro soggetto che avevate intervistato in quel servizio, quello al quale Maisano aveva chiesto di aprire la bocca, l’avevamo arrestato”.

 

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