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Morte di Davide Trentini, assolti Cappato e Mina Welby ma il pm ricorre in Appello | VIDEO

“Il fatto non sussite”. Il tribunale di Massa ha assolto Marco Cappato e Mina Welby che erano accusati di istigazione e aiuto al suicidio del 53enne Davide Trentini, andato a morire in Svizzera. La procura ricorre in Appello contro l'assoluzione. Con Giulio Golia vi abbiamo raccontato in onda la sua storia commovente in giugno

1/10/2020 - AGGIORNAMENTO
La procura di Massa ha presentato ricorso in Appello contro queste due assoluzioni di Marco Cappato e Mina Welby per istigazione e aiuto al suicidio di Davide Trentini.


“Assolti perché il fatto non sussiste”. È questa la sentenza del Tribunale di Massa per Marco Cappato e Mina Welby, che erano accusati di istigazione e aiuto al suicidio di Davide Trentini, 53enne che ha scelto di porre fine alle sofferenze causate dalla sclerosi multipla andando a morire in Svizzera tre anni fa come vi abbiamo raccontato in onda in giugno con Giulio Golia nel servizio che vedete qui sopra.

“La sentenza di oggi, nell'indifferenza del Parlamento, fa compiere un altro passo avanti verso un più ampio riconoscimento del diritto ad essere aiutati a morire”, hanno dichiarato Marco Cappato e Mina Welby. “La nostra azione di disobbedienza civile proseguirà fino a quando il Parlamento non avrà deciso sulla legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale che attende da 7 anni”. 

“Io sono serena”, aveva detto prima di entrare in aula Mina Welby questa mattina. “La scorsa notte ho pensato alla mamma di Davide Trentini, la mia battaglia è per lei”.

Il pm Marco Mansi aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi per Welby e Cappato: “Chiedo la condanna, ma con tutte le attenuanti generiche e ai minimi di legge. Il reato di aiuto al suicidio sussiste, ma credo ai loro nobili intenti. È stato compiuto un atto nell'interesse di Davide Trentini, a cui mancano i presupposti che lo rendano lecito. Colpevoli sì ma meritevoli di alcune attenuanti che in coscienza non mi sento di negare".

Con Giulio Golia vi abbiamo raccontato la storia di Davide e le sue ultime ore prima di morire. Marco Cappato e Mina Welby sono stati al suo fianco lottando per un fine vita davvero per tutti. “Mi chiamo Davide e sono qui in Svizzera per porre fine a tutti i miei dolori”. Questo suo messaggio è stato registrato la sera del 12 aprile 2017. La mattina dopo Davide Trentini, 53 anni, è morto lontano dalla sua città e dalla sua famiglia. Da 24 anni viveva con la sclerosi multipla: “Spero che anche un domani l’Italia che dice di essere un paese civile permetta ai malati come me di non fare un viaggio come ho fatto io che non riesco neanche più a muovermi”. Davide ha registrato un video poche ore prima di morire per documentare i suoi ultimi momenti, così che tutti potessimo capire la sua sofferenza. “Spero che presto i nostri politici si diano una regolata”, dice nel video.

“Mi ha accompagnato qui Mina, la moglie di Piergiorgio Welby”, dice Davide nel suo messaggio registrato in Svizzera. Lei gli è stata accanto fino all’ultimo momento, mentre Marco Cappato ha aiutato a raccogliere i soldi per poter partire. Cappato si è poi è autodenunciato ai carabinieri portando al processo che si è concluso oggi.  

Davide un anno prima del suo ultimo viaggio contatta Cappato via email. Conosce Mina Welby e insieme cercano una soluzione per lui perché il problema è anche economico. “Io non riesco a fare autonomamente niente. Neanche allacciarmi una scarpa, passo tutto il giorno a fare le stesse cose: in bagno, a fumare thc oppure sdraiato”, raccontava Davide. “Ho solamente dolori e basta, senza nessuna speranza di guarire. Sono sempre più frequenti e forti”. Quando finalmente viene fissata la data viene raggiunto da Mina Welby che ha seguito la battaglia per il diritto a morire del marito Piergiorgio. Insieme hanno fatto l’ultimo viaggio di Davide da Massa Carrara con destinazione Basilea. 

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