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Picchiò cliente a Fiumicino: Raggi revoca la licenza al tassista | VIDEO

Virginia Raggi revoca la licenza al tassista romano che qualche settimana fa ha rotto il naso ad un cliente “colpevole” di avere chiesto di accendere il tassametro. Anche Ismaele La Vardera era stato aggredito a schiaffi dai “battitori liberi” che lavorano alla stazione Termini

Via la licenza al tassista picchiatore. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha comunicato di avere revocato la licenza di servizio a Stefano Miconi, il tassista che qualche settimana fa, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, aveva colpito con un pugno un passeggero all’aeroporto di Fiumicino, fratturandogli il naso.

“Un gesto inaccettabile. Tolleranza zero di fronte a ogni tipo di violenza", ha scritto sul suo profilo Twitter la sindaca di Roma. 

L’uomo, un turista, era stato colpito al volto per avere chiesto al tassista di accendere il tassametro.  Immediatamente dopo il fatto per Miconi era scattato il “daspo” dal terminal di Fiumicino, anche se il protagonista di questa incredibile vicenda si era scusato dicendo di avere perso la testa. Di tassisti decisamente sopra le righe e a tratti violenti vi avevamo raccontato con Ismaele La Vardera, che aveva anche preso uno schiaffone da uno dei cosiddetti “battitori liberi” che gravitano attorno alla stazione Termini di Roma.

Parliamo di quei tassisti, muniti di regolare licenza, che cercano di accaparrarsi le corse più “ghiotte”, scavalcando gli altri colleghi regolarmente in fila. Si fanno pagare in nero e alla fine aumentano anche il prezzo della corsa, nonostante le tariffe fisse siano indicate sullo stesso taxi. Un fenomeno che danneggia i tassisti con regolare licenza. Uno di loro ha raccontato a Ismaele La Vardera: “Sono più di 13 anni che faccio questo lavoro e loro ci sono sempre stati. A Termini ne ho visti alternarsi più di 40. E Termini è solo la punta dell’iceberg, piccoli gruppi sono sparpagliati in tutta Roma”.

Tassisti disposti a tutto pur di continuare a fare i propri affari, anche arrivando alle intimidazioni: “Una volta un collega cercava di combatterli ha trovato la bomba davanti alla porta”. E aggiunge, per farci capire il giro d’affari di queste persone: “Guadagnano il doppio, il triplo degli altri colleghi. Basti pensare che dalla stazione a Piazza di Spagna chiedono 30 euro, il prezzo che un tassista normale chiede per arrivare a Ciampino”.

Mandiamo un nostro complice a prendere uno di quei taxi, per andare proprio a piazza di Spagna. Il tassista chiede 25 euro ma una volta arrivati a destinazione, ecco che ne pretende 30. Facciamo la stessa tratta con il tassametro acceso, prendendo un taxi che lavora secondo le regole e quella stessa corsa costa, in realtà, appena 6,70 euro! Facciamo un altro tentativo per capire se fanno i furbi anche con le corse a tariffe fisse, i cui prezzi sono indicati obbligatoriamente sugli stessi taxi. Per una corsa all’aeroporto di Fiumicino ci vengono chiesti 55/60 euro, mentre la tariffa dovrebbe essere per legge 48 euro. Ma una volta arrivati all’aeroporto, quel prezzo lievita addirittura sino a 75 euro! 

Quando Ismaele La Vardera va a chiedere spiegazioni proprio ad alcuni di questi battitori liberi sul cui taxi siamo saliti, non la prendono benissimo. “Toglietevi di mezzo che lui è pericoloso”, spiega un battitore libero altro indicando un collega che vuole allontanarci. Proprio quest’uomo, mentre altri due cercano di bloccare l’operatore, tira uno schiaffone in piena faccia alla Iena.

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