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Test d'ingresso a Medicina: "Esclusa per il ritardo dell'esito del tampone, arrabbiata e delusa"

Vi abbiamo raccontato la storia di Marta, esclusa dai test d’ingresso a Medicina in quanto positiva al Covid. Ora ci scrive Giovanna, che non ha potuto sostenere l’esame a causa del ritardo dell'esito del suo tampone. “Caro Ministro, ecco la soluzione per noi esclusi”

Il 3 settembre si sono svolti per oltre 66mila candidati i test d’ingresso per l’accesso alla Facoltà di Medicina. Sessanta domande a cui rispondere in 100 minuti, per consentire a 1 studente su 5 di coronare il proprio sogno di diventare medico. Test che arrivano alla fine di un anno durissimo, a causa della pandemia di Covid, che ha visto proprio la categoria dei medici in primissima linea nella battaglia contro il coronavirus, con oltre 170 vittime. Ma moltissimi di quelli che oggi aspirano a diventarlo, e che hanno studiato tanto per i test, sono stati penalizzati proprio dall’emergenza Covid. Ve ne abbiamo parlato qualche giorno fa in questo articolo, raccogliendo lo sfogo amaro di Marta, a cui è stato precluso il test in quanto risultata positiva al Covid-19.

“Chiediamo al governo una soluzione per non farci perdere un anno", ha spiegato la giovane studentessa. “Purtroppo non mi sono ancora negativizzata, e giustamente devo rispettare la quarantena. I test sono domani – ci aveva raccontato prima dell’inizio degli esami di accesso a medicina - e io non li potrò fare come tanti altri ragazzi. Ho sempre voluto aiutare gli altri, adesso la pandemia rischia di impedirmelo”.

L'appello di Marta ha fatto molto discutere e in tanti ci avete scritto. Fra questi un'altra aspirante studentessa di medicina, che preferisce rimanere anonima, in una situazione persino più paradossale di quella di Marta. Di seguito pubblichiamo integralmente la sua lettera.

“Sono una studentessa e ieri avrei dovuto sostenere il test d’ingresso per la facoltà di Medicina, ma mi hanno negato questa importante possibilità! Per superarlo ho studiato tutta l’estate, sacrificando anche la prima vacanza dopo il durissimo lockdown che ci ha colpiti tutti. Una settimana fa ho iniziato a manifestare alcuni sintomi riconducibili al coronavirus, e così ho eseguito subito il tampone. La cosa incredibile è che oggi, a distanza ormai di parecchi giorni, non mi è stato ancora comunicato l’esito. Ho studiato tantissimo e adesso a causa di questa inefficienza della macchina burocratica mi sono trovata a dover rinunciare al test d’ingresso, che mi è stato di fatto impedito. Sono veramente arrabbiata e delusa, perché il Governo si sta dimenticando di noi, che in futuro saremmo la prima linea contro il Covid: non propongono neanche la benché minima soluzione. Abbiamo creato un gruppo su whatsapp, siamo una trentina al momento, tutti molto preoccupati. Dal gruppo sono emerse alcune proposte. Potrebbero farci sostenere un ulteriore test solamente di logica, che non richiede preparazione, per ovviare ai ricorsi di chi direbbe che abbiamo avuto un mese in più per studiare. Oppure farci sostenere un esame simile a quello già sostenuto dai 66mila, con domande su materie scientifiche e cultura generale, mantenendo i posti disponibili nella proporzione di 1/5 dei partecipanti, come per il test del 3 settembre. Non credo che qualche decina di posti in più possa essere un problema. Non mi permetterei mai di sostituire o sminuire il lavoro del Governo ma come potete vedere di soluzioni ce sono. Spero possiate aiutarmi a diffondere la voce e fare arrivare i nostri messaggi a chi di dovere”.

Sulle esclusioni che tante polemiche hanno suscitato, Il ministro dell'Università Manfredi, a margine di un convegno, il giorno prima del test di Medicina ha detto: "È un tema molto delicato dal punto di vista giuridico, è all’attenzione del Governo, stiamo valutando tutte le opzioni. Facciamo domani i test per la maggioranza dei ragazzi, poi valuteremo queste situazioni particolari”.

 Una speranza per tutti gli esclusi da coronavirus?

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