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Truffa dei diamanti, arrestato un imprenditore per il riciclaggio dei soldi dei risparmiatori truffati | VIDEO

L’uomo è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Milano: sequestrati anche beni per un valore di 17 milioni di euro. Per gli inquirenti avrebbe riciclato i risparmi investititi da migliaia di risparmiatori truffati: questa inchiesta è una tranche dell’operazione “Crazy Diamond”, la tristemente famosa truffa dei diamanti che noi de Le Iene vi abbiamo raccontato con Luigi Pelazza

L’inchiesta sulla truffa dei diamanti non si è ancora fermata: un imprenditore, che opera in tutto il nord Italia, è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Milano e gli sono stati sequestrati beni per un valore di 17 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore avrebbe riciclato i risparmi investiti dai risparmiatori truffati.

Questo inchiesta, chiamata “Gold Fish”, nasce dall’indagine “Crazy Diamond” che aveva al centro una presunta truffa per diverse centinaia di milioni di euro ai danni di decine di migliaia di risparmiatori: alcune società, attraverso il sistema bancario, avrebbero promosso e venduto diamanti a prezzi notevolmente superiori rispetto all’effettivo valore, paventando agli investitori rendimenti irrealistici e applicando loro esorbitanti provvigioni

Della cosiddetta ‘truffa dei diamanti’ noi de Le Iene ci siamo occupati con Luigi Pelazza. Secondo quanto ricostruito dalla Iena, e che poi ha trovato riscontro nelle indagini della procura, cinque banche promuovevano ai loro clienti di investire in diamanti presentandolo come un bene rifugio. Parte dell'investimento però finiva in commissioni, Iva e profitto delle società e per poter disinvestire i clienti si trovavano costretti a pagare ancora, perdendo alla fine gran parte del denaro investito.

Secondo i magistrati si sarebbe trattato di una truffa ai danni dei clienti delle banche. Le persone direttamente interessate sono tantissime e tra loro ci sono anche personaggi famosi come Vasco Rossi.

Luigi Pelazza ha ascoltato chi racconta di aver visto sfumare così da 11mila fino a 130mila euro. Qualcuno per vederci chiaro ha fatto valutare le pietre preziose. Molti si sono accorti che valgono un terzo di quello che hanno speso. Possibile che le banche non lo sapessero? E ora quali eventuali responsabilità avrebbero? La Iena è andata a parlare con i direttori di filiale di questi correntisti. In tutti i casi, veniamo rimandati alle sedi centrali, tranne in uno in cui ci viene detto che “la banca non ha responsabilità in quanto semplice segnalatrice”.

A quel punto ci rivolgiamo all’Antitrust che specifica come “le informazioni sono state omissive e ingannevoli poiché hanno ingannato i consumatori relativamente al prezzo, all’andamento del mercato e alla redditività dell’acquisto”.

Perché i prezzi dei diamanti sono lievitati così tanto? L’avevamo chiesto a Claudio Giacobazzi, amministratore delegato della Intermarket diamond business, la società fornitrice delle filiali. “I nostri prezzi sono assolutamente allineati con quelli della prima gioielleria”, ci aveva detto. E a tutti quelli che aspettavano indietro i loro soldi ha risposto: “Aspetteremo la ripresa del mercato, io dormo sereno”.  Pochi giorni dopo Giacobazzi è stato ritrovato purtroppo morto in una stanza di albergo con la testa infilata in un sacchetto.

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