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Truffa dei diamanti: nuovo sequestro per 34 milioni di euro | VIDEO

Luigi Pelazza ci ha raccontato il meccanismo della truffa, che ha colpito anche vip come Vasco Rossi: 5 banche promuovevano ai clienti di investire in diamanti, ma gran parte di quei soldi finiva in commissioni e profitto per gli organizzatori. Il Tribunale di Milano ha sequestrato società e beni per 34 milioni di euro

Nuovo colpo agli ideatori della cosiddetta “truffa dei diamanti”, di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Luigi Pelazza che vi riproponiamo qui sopra.

Il comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano ha infatti eseguito il sequestro di 34 milioni di euro in quote societarie e attività finanziarie, riconducibili alla Magifin e alla Dpi, la società di distribuzione di diamanti. Le società avrebbero ordito una truffa da quasi 500 milioni di euro di profitti illeciti, che ha raggirato quasi 300 persone, tra cui anche il rocker Vasco Rossi, la conduttrice tv Federica Panicucci e la showgirl Simona Tagli.

Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip su richiesta del pm Grazia Colacicco, titolare dell'indagine chiusa lo scorso ottobre in vista della richiesta di processo per 87 persone fisiche e 7 società, tra cui anche gli istituti di credito Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, BancaAletti. In passato furono già sequestrati, anche alle banche, circa 700 milioni.

Nel novembre scorso il tribunale di Milano aveva deciso per la restituzione dei diamanti a moltissimi degli investitori truffati in tutta Italia.

Con Luigi Pelazza, nel servizio che potete rivedere sopra, abbiamo raccontato come cinque banche promuovevano ai loro clienti di investire in diamanti presentandolo come un bene rifugio. Parte dell'investimento però finiva in commissioni, Iva e profitto delle società e per poter disinvestire i clienti si trovavano costretti a pagare ancora, perdendo alla fine gran parte del denaro investito.

Secondo i magistrati si sarebbe trattato di una truffa ai danni dei clienti delle banche. Luigi Pelazza ha ascoltato chi racconta di aver visto sfumare così da 11mila fino a 130mila euro. Qualcuno per vederci chiaro ha fatto valutare le pietre preziose. Molti si sono accorti che valgono un terzo di quello che hanno speso. Possibile che le banche non lo sapessero?

La Iena è andata a parlare con i direttori di filiale di questi correntisti. In tutti i casi, veniamo rimandati alle sedi centrali, tranne in uno in cui ci viene detto che “la banca non ha responsabilità in quanto semplice segnalatrice”.

A quel punto ci rivolgiamo all’Antitrust che specifica come “le informazioni sono state omissive e ingannevoli poiché hanno ingannato i consumatori relativamente al prezzo, all’andamento del mercato e alla redditività dell’acquisto”.

Perché i prezzi dei diamanti sono lievitati così tanto? L’avevamo chiesto a Claudio Giacobazzi, amministratore delegato della Intermarket diamond business, la società fornitrice delle filiali. “I nostri prezzi sono assolutamente allineati con quelli della prima gioielleria”, ci aveva detto. E a tutti quelli che aspettavano indietro i loro soldi ha risposto: “Aspetteremo la ripresa del mercato, io dormo sereno”.  E solo pochi giorni dopo quell’intervista Giacobazzi è stato ritrovato purtroppo morto in una stanza di albergo, con la testa infilata in un sacchetto.

 

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