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Truffa alla Fontana di Trevi: ora spunta anche la segnaletica “fake” | VIDEO

Nuovo affronto alla Città Eterna: qualcuno ha cambiato la segnaletica della Fontana di Trevi per deviare i turisti verso attività commerciali. Con Filippo Roma noi avevamo incontrato i cacciatori di monetine, che con una canna e una calamita pescano i soldi che i turisti gettano nell’acqua per realizzare i propri desideri

“Qualcuno ha deturpato la segnaletica che indirizza i turisti verso Fontana di Trevi, piegando un cartello e occultando le informazioni. Addirittura sull’asfalto, compare una scritta cubitale che devia i flussi in un'unica direzione. E’ un gesto gravissimo, condanniamo senz’appello chiunque se ne sia reso responsabile”.

È solo l’ultimo “affronto” che deve subire la Città Eterna,  quello raccontato in un post su Facebook da Carlo Cafarotti, assessore a Sviluppo economico, turismo e lavoro della Capitale. Si tratta di una segnaletica “fake” creata con l’obiettivo di deviare le migliaia di turisti in visita alla Fontana di Trevi verso alcune attività commerciali, ora oggetto di indagini.

“Non è solo un disservizio ai turisti”, continua l’assessore. “Si tratta di un’offesa alla Capitale, ai suoi gioielli artistici e alla sua credibilità. Un’azione irresponsabile che tra l’altro mina la sicurezza pubblica, poiché si rischia di congestionare pericolosamente la via limitrofa al sito. Ho chiesto alla Polizia Locale di mettersi al lavoro per rintracciare i colpevoli. Chi non rispetta Roma non ne è degno”.

Qualche giorno fa il consiglio comunale di Roma aveva approvato l’idea del Cinque Stelle Andrea Coia, che chiedeva la realizzazione di una "barriera protettiva  per la vasca della Fontana di Trevi, per impedire di sedersi sul  bordo della fontana". 

La fontana, tra i monumenti più noti e visitati in Italia, è da sempre al centro delle attenzioni (e delle brame) di turisti e romani. Come quello “beccato” da Filippo Roma, nel servizio che potete rivedere sopra.

Con la Iena abbiamo documentato le imprese di D’Artagnan, il capo di una banda che ogni lunedì mattina raccoglieva le monete che i tantissimi turisti lanciano come portafortuna nella fontana. Queste monete venivano prelevate dal comune e mandate in beneficenza alla Caritas. Dopo il nostro servizio, il Comune di Roma ha emesso un’ordinanza che precisava come i soldi una volta raggiunto il suolo diventavano di proprietà del Campidoglio. Così raccoglierli è un reato.

Due anni dopo, Filippo Roma era tornato a controllare se tutte le monete effettivamente finissero alla Caritas. E così aveva incontrato Carlo, erede di D’Artagnan, uno dei tanti che non riesce ad arrivare a fine mese. “Io devo campare con 429 euro al mese di pensione! Mi devo pagare la casa sennò sto sotto i ponti!”, aveva detto alla Iena per difendersi. Il nuovo ladro di monete aveva una tecnica consolidata: utilizzando una canna artigianale con all’estremità una calamita, pescava le monete dal fondo della fontana: “Per oggi ho pescato 13 euro. In una giornata riesco a pescare una ventina di euro massimo. Pesco alla fontana di Trevi da ormai 9 anni”. 

Insomma sembra ancora di stare dentro al film Totòtruffa ’62, quando il piccolo truffatore Totò tratta la vendita di tutta la Fontana di Trevi!

 

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