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Disastro Trump: in USA superati i 200mila morti da coronavirus, il 20% di tutto il mondo | VIDEO

Durante una conferenza stampa a fine marzo scorso il presidente Donald Trump aveva detto che se il numero delle vittime del Covid in Usa fossero rimaste tra 100mila e 200mila avrebbe fatto un buon lavoro. Quel numero è stato tristemente superato, ma Trump non sembra aver cambiato idea

“Se riusciremo a tenere il numero dei morti tra i 100mila e i 200mila avremo fatto davvero un buon lavoro”. Sono le parole pronunciate dal presidente americano Donald Trump nella conferenza stampa alla Casa Bianca il 29 marzo scorso. In quei giorni Anthony Fauci, immunologo statunitense a capo della task force Usa anticovid, aveva dichiarato alla Cnn che la pandemia avrebbe potuto portare negli Usa tra i 100mila e i 200mila morti. Ora questa triste previsione si è avverata, e forse la realtà sarà persino peggiore.

Gli Usa hanno infatti superato proprio in queste ore i 200mila morti di coronavirus. Si tratta di vittime che, secondo quanto dichiarato da Fauci durante il programma televisivo 'The Daily Show', se non avessero contratto il coronavirus “probabilmente non sarebbero morte”. Una precisazione che, secondo quanto riporta la Cnn, l’immunologo avrebbe dato in risposta a chi nel paese sostiene che le morti sarebbero avvenute per malattie pregresse e non per il Covid.

Ora quella previsione sulle 200mila vittime viene spazzata via da un altro, terribile, numero. Come riporta il New York Times, Tom Inglesby, direttore del Center for Health Security alla Johns Hopkins Bloomberg School, ha detto che è plausibile che il numero dei morti negli Usa arrivi a 300mila se si abbasserà la guardia. Intanto i contagi continuano a crescere. Gli Usa non sono infatti mai riusciti ad appiattire la curva dei contagi in maniera stabile: dopo una lieve flessione da Ferragosto, a settembre è tornata a crescere. E ora hanno il 20,6% di morti per coronavirus di tutto il mondo. Proprio su questo dato è stata interrogata pochi giorni fa la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany durante una conferenza stampa. “Gli Usa hanno il 4% della popolazione mondiale e il 24% dei casi di morti per Covid nel mondo, come può questo essere considerato un successo?”, ha chiesto un giornalista. Ma la risposta della portavoce è stata che loro usano numeri che “crediamo siano indicativi su dove ci posizioniamo rispetto al resto del mondo”. Insomma, altri numeri che non porterebbero a queste percentuali.   

Trump può ancora dire di aver fatto un buon lavoro? Evidentemente sì se, nonostante le 200mila vittime tristemente raggiunte, ha affermato in un’intervista telefonica a "Fox and Friends": “Abbiamo fatto un lavoro non buono, ma fenomenale. Mi do una A+ in pagella”. Insomma, il presidente si dà un 10 pieno, il massimo, come voto per il lavoro della sua amministrazione. Una “D”, quindi non bene, se la attribuisce invece per come sono state gestite le pubbliche relazioni. Ma solo perché, come riporta abcNews, “ci sono le fake news e non posso convincerli di tutto”. 

Il presidente Trump è stato fortemente criticato per il modo in cui ha affrontato la pandemia. Inizialmente ha infatti cercato di minimizzare la pericolosità del Covid-19. “È meno grave dell’influenza. Non ci sarà nessuna emergenza e non sono preoccupato, è un virus che sparirà spontaneamente con il caldo”, aveva detto a inizio marzo. Ma l’estate non ha dato respiro all’America. Solo a metà marzo il presidente ha dichiarato l’emergenza nazionale, ma già a fine mese Trump ha detto che avrebbe voluto la riapertura del Paese per Pasqua. “Non possiamo permettere che la cura sia peggiore del problema”, aveva argomentato. Ma anche sull’uso della mascherina il comportamento del presidente è stato, quantomeno, altalenante. Ad aprile aveva detto che non l’avrebbe indossata perché “non fa per me”. Tanto che a maggio aveva fatto visita a una fabbrica di mascherine senza però indossarla. Questo fino a fine luglio, quando ha twittato: “molti dicono che indossare la mascherina è patriottico quando non si può avere il distanziamento sociale. Nessuno è più patriottico di me”. Il tweet era accompagnato dalla sua foto con la mascherina. L'ennesima giravolta, che però crea soltanto tanta confusione.

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