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Per strada col megafono: “Non c'è la pandemia”. Gli fanno un Tso, il sindaco: “Segni pregressi di instabilità” | VIDEO

Un uomo di circa 30 anni è stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio in provincia di Agrigento. È andato in giro in macchina dicendo al megafono che “non c’è nessuna pandemia” e invitando i cittadini a togliersi le mascherine. Per il suo avvocato non si registravano ragioni per il Tso, per il sindaco invece c’erano “segnali pregressi di instabilità mentale”

“Lo hanno sedato perché esponeva le sue ragioni in modo pacifico”. Siete in tanti ad averci segnalato quanto accaduto in provincia di Agrigento: il 2 maggio un uomo intorno ai 30 anni è stato sottoposto a Tso dopo esser andato in giro in macchina gridando al megafono che “non c’è pandemia, levatevi le mascherine e andate a Roma”.

Nei video che sono diventati virali online si vedono alcuni momenti dell’uomo che incita la popolazione a non rispettare le norme di contenimento del coronavirus, come potete vedere qui sopra. E si vedono inoltre i momenti in cui viene sottoposto al Trattamento sanitario obbligatorio che viene disposto dal sindaco su richiesta delle autorità sanitarie. Nei momenti del fermo, una persona con il camice bianco sembrerebbe praticargli una iniezione.

L’avvocato dell’uomo, intervistato da vari media tra cui Radio radicale, ha detto che “è stato disposto un Tso per iniziativa diretta di un sindaco per una manifestazione non autorizzata condotta con un megafono per le strade del paese”. Secondo il legale si tratterebbe di “un'aberrazione giuridica che non resterà priva di seguito. Non sussistevano i requisiti di legge per il Tso e gli atti già acquisiti difettano di motivazione". La famiglia ha anche fatto sapere di aver avviato le pratiche per la revoca del Trattamento sanitario obbligatorio. Il legale ha anche lamentato difficoltà nel mettersi in contatto con l’uomo dopo il Tso.

Sono in tanti sui social media a sostenere che l’uomo sia stato fermato per zittirlo mentre esprimeva le sue opinioni. La versione delle autorità, però, è molto diversa: il sindaco della città - cioè la persona che ha disposto il Tso - ha detto al Giornale di Sicilia che “a malincuore ho dovuto disporre il trattamento per i segnali pregressi di instabilità mentale che l'uomo aveva manifestato. In precedenti occasioni, infatti, si era reso protagonista di azioni che hanno messo in allarme la comunità e si era scagliato contro un carabiniere che lo aveva fermato in un posto di controllo e lui aveva bruciato la carta di identità".

Una situazione, quindi, che si sarebbe protratta nel tempo e avrebbe richiesto l’intervento delle autorità sanitarie. Almeno questa è la versione del sindaco, che come vi abbiamo detto è contestata dall’avvocato della famiglia.

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