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“Ho un tumore e l'Inps mi dà 180 giorni di malattia. Sto per restare senza stipendio” | VIDEO

Dopo sei mesi di malattia, Valeria ha quasi finito il periodo coperto dall’Inps con un sussidio. A breve si ritroverà senza stipendio: "Ci vogliono più tutele per chi è nella mia situazione"

“Sono Valeria, ho 35 anni e ho un tumore al seno”. Si presenta così Valeria Palumbo, intervistata da Giulia Innocenzi per Iene.it: aspettando Le Iene. “A luglio 2019 ho scoperto di avere questo tumore, mi hanno operata tre volte. Dopo ho iniziato la chemio, che sto facendo ancora adesso”. Valeria ci ha contattati perché è preoccupata per i mesi che verranno, nei quali non percepirà lo stipendio: “Per l’Inps dopo 180 giorni ho terminato il periodo di malattia, mi piacerebbe che fosse così, ma non lo è. Io sono un Oss, operatore socio-sanitario, ma ora non sto lavorando perché non posso fare alcuna mansione. La mia azienda mi garantisce che anche al termine dei 180 giorni mi mantiene il posto di lavoro, ma non verrò retribuita”. E la scadenza, racconta Valeria, è davvero vicina: “La mutua mi dura fino al 30 giugno, dopo userò le ferie di un mese, ma ad agosto, quando dovrò fare la radioterapia, resterò a casa senza percepire stipendio”. 

“Io sono separata”, continua Valeria. “Ho due bambini piccoli e un mutuo. Voglio parlare a nome di tutti: ci sono donne che vengono in oncologia in carrozzina e magari perdono il lavoro perché non possono svolgere nessuna mansione. A queste persone chi ci pensa? Ci vorrebbe una tutela per tutte le persone, non è che noi chiediamo di avere il cancro. Non basta come ti senti, le cure strazianti, ti ritrovi anche senza lavoro, senza soldi, emotivamente questa cosa ti butta ancora più giù”. 

“Chiedo una tutela per le persone che hanno il cancro. Se non possiamo andare a lavorare, in qualche modo dobbiamo vivere. Ci vuole una legge che dica che finché non si è guariti e non c’è la possibilità di tornare a lavoro, ci sia garantita almeno la possibilità di vivere dignitosamente”. 

Quello di Valeria, purtroppo, non è un caso isolato. Nel 2017 con Nina Palmieri vi abbiamo raccontato la storia di Steven, un ragazzo malato di tumore che, dopo aver terminato il periodo di sussidio previsto dall’Inps, è stato aiutato dai suoi datori di lavoro. Steven purtroppo non ce l’ha fatta, ma i suoi datori di lavoro non hanno smesso di battersi per aiutare le persone nella sua situazione. Così abbiamo contattato Rocco De Lucia e Barbara Burioli, per capire se nell’ultimo periodo c’è stato qualche passo in avanti.

“Lottiamo da diversi anni perché questa legge venga cambiata”, dice Barbara. “E vedere che non è successo niente fa veramente male”. “La mia protesta è contro un sistema che sta ignorando persone che hanno contribuito e contribuiscono al sistema italiano pagando i contributi”, continua il marito Rocco. “Io voglio chiedere ai politici perché dopo 180 giorni queste persone devono essere scaricate? È una norma ingusta. Noi chiediamo di estrapolare da questa norma tutti i malati oncologici. Questa è una prova di dignità che la politica deve dare a queste persone. Il cancro ti arriva e ti devasta la vita e proprio in questo momento uno stato civile deve stare accanto a queste persone. I contribuenti non sono solo da spremere, quando c’è da dare bisogna dare”. 

Dopo il nostro servizio una cara amica di Valeria ha aperto una petizione su Change.org per chiedere di cambiare questa legge che prevede per alcuni settori un massimo di 180 giorni di malattia in un anno solare anche per i malati oncologici. Chi vuole firmare la petizione puoi farlo qui. 

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