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Vaccino, Bassetti: “Appena fatto, sto benissimo: normalità forse già in estate”

In occasione dello Speciale: “Un anno di Covid”, Gaetano Pecoraro intervista in diretta via Instagram Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia anti-infettiva. Si è appena vaccinato: è l’occasione ideale per tutti i chiarimenti sull’arma fondamentale per affrontare questo 2021

Ho fatto il vaccino due giorni fa, sto benissimo: sono qui sano e salvo, nonostante qualcuno si aspettasse di trovarmi verde, giallo, blu”. Inizia con una battuta l’intervista su Instagram di Gaetano Pecoraro a Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia anti-infettiva. Abbiamo sentito l’infettivologo in occasione dello Speciale “Un anno di Covid”. Prima abbiamo raccolto le vostre domande sempre via Instagram e poi gliene abbiamo fatte alcune in diretta. Per fare chiarezza e tranquillizzare sull’arma fondamentale per questo 2021: il vaccino per il coronavirus, appunto.

Dà problemi, fastidi?
“No, sto benissimo appunto e sono felice di aver preso la prima dose. Al massimo, come è normale con i vaccini, ho avuto un po’ di dolore nella spalla dove è stata fatta l’iniezione. Siamo già circa mille operatori sanitari ad averlo fatto qui in ospedale”.

Per quanto tempo ci protegge?
“L’immunità dovrebbe durare almeno per un anno. Stiamo studiando questo vaccino da pochi mesi, lo capiremo con precisione con il tempo”.

Cosa dire a chi ha dubbi?
“Che bisogna stare dalla parte dei vaccini, essere titubanti è come negare il progresso. Io come uomo di medicina non ci sto. Con il Covid abbiamo avuto tante sconfitte, l’unica vera vittoria è questa della scienza: negarlo è come voler vivere nel passato”.

Favorevole a un obbligo di vaccinarsi?
“Sì, per alcune categorie. Per esempio per chi come me opera negli ospedali o nel sistema sanitario: non possiamo pensare che si vada a lavorare rischiando di contagiarsi e di contagiare i pazienti. Vediamo quanti lo faranno in questo settore e poi eventualmente pensiamo all’obbligo. Secondo me sarebbe meglio dire da subito: signori, se non vi vaccinate entro il giorno X non potrete poi più lavorare almeno per il sistema sanitario nazionale. Per ora comunque c’è molto entusiasmo”.

L’obiettivo è arrivare a un’immunità di gregge con l’80% di vaccinati?
“Per gli operatori sanitari deve essere il 100%. Per la popolazione in generale si pensa che già con il 60-70% potremmo avvicinarci all’obiettivo e tornare a una vita normale. Mi auguro che possa succedere prima dell’estate”.

Come viene immunizzato il nostro corpo?
“Provo a spiegarlo in termini semplici. Finora con i vaccini abbiamo iniettato un pezzo di virus, vivo, attenuato oppure morto. Questi di Pfizer e Moderna usano una tecnica completamente nuova: viene inserito un messaggero, una sorta di ‘foto segnaletica’ che viene fatta vedere agli anticorpi con la proteina Spike. Se si ripresenta, loro la riconoscono e la uccidono, la inattivano. È un meccanismo straordinario che non ha alcuno degli effetti collaterali tipici dei vaccini tradizionali”.

Ci protegge anche dalle nuove varianti del Covid?
“Sì, hanno modifiche minime. Stiamo tranquilli. Tutto con un costo minimo: 15-20 euro per l’Unione europea, minimo per il grande beneficio che ne avremo tutti”.

Un ultimo messaggio ai negazionisti?
I vaccini hanno cambiato la storia del mondo: oggi non abbiamo più il vaiolo, la poliomielite e, con alte percentuali di vaccinazioni, le grandi malattie infettive. Negare tutto questo significa negare il progresso del mondo moderno”.

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