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Una mano per Veronica: i ringraziamenti e le nuove sfide per aiutare tutti | VIDEO

Dopo che giovedì scorso è stato centrato in meno di 5 minuti di raccolta fondi l’obiettivo per acquistare una protesi mio-elettrica, Veronica la 22enne napoletana nata senza un braccio e una mano, ringrazia chi l’ha aiutata, promettendo di fare a sua volta solidarietà con parte dei 153mila euro raccolti. Veronica Ruggeri ci racconta anche il dramma di chi deve accontentarsi di protesi vecchie di 20 anni, perché il “nomenclatore” non è aggiornato dal 1999

Veronica, la 22enne napoletana di cui vi abbiamo raccontato giovedì scorso la storia con Veronica Ruggeri, potrà finalmente avere un braccio e una mano grazie alla vostra incredibile generosità.

Vi avevamo parlato di questa bellissima ragazza, che era nata con una malformazione, priva del braccio sinistro, una disabilità che la faceva sentire diversa dai suoi coetanei e che l’aveva isolata da amici e frequentazioni.

Vi abbiamo parlato anche di una raccolta fondi su change.org per consentirle di raggiungere la cifra di 32mila euro, necessaria per comprare la protesi realizzata dalla squadra di Ottobock, che nel laboratorio di Budrio le realizza protesi per grandi campioni dello sport. Veronica si è vista piombare addosso un’inaspettata valanga di solidarietà che le ha fatto raggiunge l’obiettivo in meno di 5 minuti e la cifra incredibile di 153 mila euro in un’ora.

Soldi che l’aiuteranno a comprare la protesi e a pagare gli spostamenti verso il laboratorio di prova, oltre che per la lunga e difficile riabilitazione. Veronica, commossa da tutta questa generosità dei nostri telespettatori, vuole a sua volta aiutare: “Io nella mia vita non ho mai vissuto una cosa del genere, ringrazio tutte queste persone, a me mi hanno donato la serenità e vorrei donare una parte a dei ragazzi disabili…

Ci avete scritto in tantissimi, avete partecipato a questa raccolta fondi in migliaia: Veronica Ruggeri prova a videochiamare alcuni dei benefattori, per far arrivare direttamente il ringraziamento.

“La storia di Veronica ci ha fatto anche capire quante persone nonostante le difficoltà di questo periodo, siano ancora pronte ad aiutare chi ne ha bisogno”, racconta una delle donatrici.

Aiuto economico ma anche offerte d’amore, che in tantissime sono arrivate a Veronica. Lei, che non ha mai avuto un fidanzato, uno “spasimante”, tra questi, l’avrebbe anche trovato, un ragazzo di Milano. “C’è uno carino”, ci dice, “si chiamava Antonio, però non lo trovo”. E così facciamo appello a questo ragazzo, biondo con gli occhi azzurri, che ha attirato l’attenzione di Veronica, perché si faccia vivo con lei (o con la nostra redazione).

Dal gioco alle cose più serie, perché in tanti ci avete scritto segnalando il tema sollevato dalla storia di Veronica. Come Martina Caironi, medaglia d’oro alle paraolimpiadi di Rio de Janeiro. Secondo lei la storia di Veronica può trasformarsi in un’opportunità per tutti: “Ci può portare a fare una riflessione più profonda sui problemi che abbiamo noi assistiti asl”.

Martina, che ha conosciuto Veronica e che ha cercato di farle capire in tutti i modi che si vive al meglio con e senza protesi, punta l’attenzione su quanto oggi sia complicato ottenere un diritto come una protesi.

L’asl infatti passa le protesi agli amputati ma molto spesso sono dispositivi base come quello che aveva Veronica fino ad oggi. E se poi vuoi qualcosa di meglio, magari una protesi elettronica come quella che ora avrà la ragazza, devi pagarla di tasca tua.

Siamo stati letteralmente sommersi dalle email di ragazzi che hanno avuto problemi analoghi a quello di Veronica. Una ragazza, che ha perso un braccio dopo essere stata aggredita da un cane, racconta. “Non è come mi avevano promesso, non è facile da utilizzare…”: si tratterebbe di una protesi brevettata addirittura nel 1966

Il problema è il “nomenclatore”, una sorta di listino in cui l’asl inserisce tutte le protesi rimborsabili dal sistema sanitario. Una lista che però non verrebbe aggiornata dal 1999: i nuovi modelli quindi non sarebbero mai stati aggiunti.

“Ci sono protesi nate dieci anni fa che potrebbero tranquillamente integrare e permettere a tutti di potervi accedere…”, ci dice un'altra persona che soffre lo stesso grave problema. “Per forza dobbiamo utilizzare quelle dell’asl che sono i manichini…”, conclude Laura.  

La protesi di Veronica intanto ora è in Germania, pronta per essere spedita e fra qualche giorno andremo a prenderla!

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