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Alex Schwazer, ecco cosa sembra non tornare nella versione dell'agenzia anti doping

Torniamo a parlarvi con Antonino Monteleone del caso di Alex Schwazer, il marciatore assolto dalla giustizia ordinaria italiana dalle accuse di doping del 2016 ma ancora squalificato per quell’episodio. L’agenzia antidoping mondiale insiste sulla validità della squalifica. Eppure le anomalie, le contradizioni e le bugie citate dai giudici di Bolzano sono tante. Ecco perché si parla di “campioni manipolati”, sentendo tre personaggi fondamentali, e perché vi invitiamo a firmare la nostra petizione

- FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE SU CHANGE.ORG: ALEX SCHWAZER È INNOCENTE! PORTIAMOLO ALLE OLIMPIADI

L’agenzia antidoping mondiale continua a insistere sulla squalifica di Alex Schwazer? Noi, stasera a Le Iene, vi raccontiamo con Antonino Monteleone perché sarebbe sbagliata, tornando per la quarta volta sul caso del marciatore italiano, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, appena assolto dalla giustizia ordinaria italiana dalle accuse di doping del 2016 per cui si dichiara vittima di un complotto.

Schwazer, dopo una positività nel 2012 (ammessa), aveva scelto un allenatore paladino della lotta al doping, Sandro Donati. Confessando tutto, avrebbe fatto anche i nomi di alcune persone coinvolte nel giro. Per questo, sostiene l’atleta, sarebbe stato punito da un “complotto” con la positività nel 2016 per cui il Tribunale di Bolzano l’ha appena prosciolto, parlando di urine manipolate per farle risultare positive. Resta in vigore però la squalifica internazionale a 8 anni che gli impedirebbe di marciare alle Olimpiadi di Tokyo. Per aiutarlo a riuscirci noi de Le Iene abbiamo lanciato la petizione su Change.org che trovate qui sopra. Mentre anche il Parlamento italiano chiede ora al governo di sostenerlo.

La World anti doping agency ha emesso con un comunicato ufficiale in cui sostiene di aver fornito su Schwazer “evidenze scientifiche oltre ogni ragionevole dubbio”. Anche oggi il direttore generale della Wada, Olivier Niggli dice, intervistato dal Corriere della Sera: “La tesi del complotto non ha prove, Alex non tornerà a marciare”. Niggli contesta la sentenza della giustizia ordinaria italiana, sostiene di aver collaborato con la nostra magistratura e che non si sono prove di un complotto: “Il Tribunale ci ha diffamati. È Sandro Donati la vittima di questa storia, non Alex: è stato tradito”.

Eppure le anomalie, le contradizioni e le bugie citate dai giudici di Bolzano sono tante. Stasera a Le Iene, dalle 21.10 su Italia1, vi daremo ulteriori elementi, dopo i primi tre servizi sul caso. Nel primo abbiamo intervistato il marciatore italiano, nel secondo abbiamo ripercorso tutta la sua storia parlando anche con Sandro Donati, nel terzo vi abbiamo raccontato perché i giudici italiani parlano di campioni di urine manomesse.

Oggi ascolteremo le dichiarazioni di Richard McLaren, giurista e professore universitario canadese, noto per l’inchiesta sul “doping di Stato” della delegazione russa durante le Olimpiadi invernali del 2014 a Sochi, in Russia. Il comandante dei Ris di Parma, colonnello Giampietro Lago, perito del Tribunale di Bolzano, spiega poi punto per punto come sarebbero stato manipolati i campioni di urine di Schwazer. La Iena va anche dal professor Vincenzo Pascali del Policlinico “Gemelli” di Roma, tecnico per la Wada per il caso al Tribunale di Bolzano.

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