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ArcelorMittal, il caso del dipendente licenziato per un post su Facebook? | VIDEO

Un operaio dell’acciaieria di Taranto è stato prima sospeso e poi licenziato per aver condiviso un post su Facebook, che parlava della serie tv  “Svegliati amore mio”. Il nostro Alessandro Di Sarno è andato a parlare con lui, ha cercato un confronto con l’azienda e proiettato un video messaggio di Ricky Tognazzi e Simona Izzo, registi della serie

È possibile perdere il lavoro per aver condiviso un post su Facebook? A quanto pare sì. ArcelorMittal, l’ex Ilva di Taranto, ha sospeso due dipendenti per aver condiviso un post su Facebook su “Svegliati amore mio”, serie di Canale 5. Lo spettacolo parla della convivenza tra un’acciaieria e l’alto tasso di malati di tumore in una città immaginaria.

I due dipendenti ricevono prima la sospensione dal lavoro e poi, nel caso di Riccardo, il licenziamento: “Ho due figlie, di 11 e 7 anni, non ho ancora detto nulla a loro”, dice lui in lacrime al nostro Alessandro Di Sarno. L’altro operaio invece non è stato licenziato. “Ritengo di aver sbagliato e ho chiesto scusa”, spiega alla Iena. “Ho una famiglia a cui pensare”.

Il nostro Alessandro Di Sarno ha cercato un confronto con il direttore delle risorse umane Arturo Ferrucci. Un confronto che però non è stato possibile, né telefonicamente né di persona. Arcelor Mittal ha però mandato una nota in cui ha sostenuto di non essere mai intervenuta per evitare che la fiction parlasse dell’ex Ilva di Taranto e che il dipendente è stato licenziato non per aver condiviso il contenuto della fiction televisiva, ma per aver pubblicato uno scritto gravemente offensivo per l’azienda arrivando ad usare anche il termine assassini.

La missione della Iena comunque non è ancora finita. Con un videoproiettore viene trasmesso un messaggio di Ricky Tognazzi e Simona Izzo, i registi della serie “Svegliati amore mio” e quello dell'attore Ettore Bassi che potete vedere qui sotto. “È doloroso che tutto questo sia diventato un pretesto per togliere il lavoro a un ragazzo”, dice Simona Izzo. “È meglio mettere al rogo un film che mandare per stracci le persone”, aggiunge Ricky Tognazzi. Potete vedere il loro messaggio e l’intero servizio di Alessandro Di Sarno in alto, qui sotto il video di Ettore Bassi.

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