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Arianna: “Io, licenziata dopo il trapianto di polmoni”. E i lavoratori disabili in Italia

Quanto è difficile in Italia per una persona disabile trovare un lavoro? Alice Martinelli ci parla dei rischi di non inclusione dei disabili nel mondo del lavoro in Italia partendo dalla storia che ci ha raccontato Arianna, affetta da fibrosi cistica, malattia che la rende disabile al 100%

Arianna, affetta da fibrosi cistica, malattia che la rende disabile al 100%, dice ad Alice Martinelli di essere stata licenziata dopo aver subito un trapianto di polmoni. Da 21 anni lavorava in una cooperativa sociale che si occupa proprio dell’inclusione delle persone con disabilità. Arianna lavora con entusiasmo, ma piano piano si accorge di qualcosa: “Mi venivano tolte le mansioni. Alla fine sono arrivata proprio a firmare l’entrata e l’uscita. Io nel frattempo piangevo”. 

A dicembre scorso Arianna viene chiamata per ricevere due polmoni nuovi e si sottopone al trapianto. Ma poi arriva la brutta notizia: una lettera di licenziamento. “Dopo 21 anni, questa è stata la lettera di ringraziamento”. Anche altri lavoratori disabili sono stati licenziati e la Iena va a parlare con loro. 

Quanto è difficile in Italia per una persona disabile trovare un lavoro? In teoria, come spiega la Iena, le leggi ci sono ma nella pratica spesso non vengono attuate. “Occupiamo purtroppo una delle ultime posizioni in Europa come tasso di occupazione delle persone disabili”, ci dice Enrico Seta, presidente dell’Agenzia nazionale disabilità e lavoro. 

Così c’è chi ha deciso di fare per conto suo come Daniele Regolo, fondatore di Jobmetoo. “Io ho una sordità profonda che mi costringe alla lettura del labiale”, racconta alla Iena. “Ho fondato un’agenzia per il lavoro esclusivamente dedicata alle persone con disabilità”. Dobbiamo uscire dalla convinzione che un a persona disabile non sia adatta al lavoro. Ma se le leggi ci sono e le risorse pure, cosa manca? “Non c’è sufficiente formazione da parte del personale dedicato”, racconta Marino Bottà, direttore generale dell’Agenzia nazionale disabilità e lavoro. Per anni Mario si è occupato proprio del collocamento mirato e, semplicemente applicando le leggi esistenti, ha portato la sua provincia, Lecco, a essere la più virtuosa in Italia, con circa 4.500 persone collocate. Qual è il suo segreto? “Partire dall’azienda e non dal  disabile: vado in azienda, sono in grado di vedere il potenziale occupazionale e a quel punto propongo io le persone adeguate”. 

Così la Iena è andata dal Ministro per le disabilità, Erika Stefani, per cercare di raccontarle il bel progetto di Marino.

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