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Avellino, il paradosso di Paola: “Pagata dal Comune per non lavorare perché sono disabile” | VIDEO

Paola De Angelis è una dipendente del comune di Avellino. L’avevamo conosciuta nel 2017, quando ci aveva raccontato la sua storia: sarebbe pagata per non lavorare perché disabile. Ci ha mostrato anche i video della sua giornata lavorativa. Dopo 4 anni ricontatta Le Iene perché questo paradosso non sembra cambiato nonostante ci sia stata anche la condanna di un giudice. Matteo Viviani incontra il sindaco e il segretario generale per trovare una soluzione definitiva

Ricordate la storia di Paola De Angelis? Lei è una dipendente del comune di Avellino. L’abbiamo conosciuta nel 2017 quando ci ha raccontato la sua vicenda. Si è laureata a 23 anni con 110 e lode, ha vinto due concorsi per il comune campano, ma il suo lavoro di ogni giorno è quello di non lavorare. Questo paradosso sembra sia iniziato fin dall’assunzione. Le è stato dato l’incarico di funzionaria delle politiche sociali che in municipio si trovano al secondo piano. Non poteva raggiungere però gli uffici perché l’ascensore già 11 anni fa non era a norma.

“Mi hanno messa a piano terra e nell’ufficio mancavano anche la scrivania e il computer, ma soprattutto non facevo nulla”, racconta Paola. Una situazione che lei ci ha mostrato con i video. Nessuno sapeva come risolvere il problema: “Percepisco attorno ai 1.500 euro, quasi me ne vergogno a dirlo, ma non sono responsabile di tutto questo”. I suoi superiori ci avevano detto che stavano cercando un ruolo per lei. Una promessa che siamo riusciti a strappare sia al segretario generale che al suo dirigente che avevano questi incarichi quattro anni fa.

Com’è cambiata dopo tutto questo tempo? “Nessuno mi ha più chiamata, c’è stata l’assoluta indifferenza”, sostiene lei che ha richiamato Matteo Viviani. “Per un breve periodo mi sono occupata del reddito di inclusione, cioè una verifica anagrafica. Dopo questo impiego l’effetto Iene è svanito e non ho avuto più nulla”. Il caso di Paola finisce davanti a un giudice che nel gennaio di un anno fa ha riconosciuto in primo grado “l’illegittimo demansionamento” condannando il Comune a ripristinare la corretta esecuzione del rapporto di lavoro e stabilendo di assegnarle “concrete ed effettive mansioni” con tanto di risarcimento danni.

Questo provvedimento però è stato ignorato”, sostiene Paola. Anche questa volta lei ha raccontato il tutto attraverso altri video, molto simili a quelli di anni fa. “Passando anni in questa situazione ti convinci che sei tu sbagliata. La rabbia è quella che mi fa andare avanti”. Matteo Viviani torna a parlare con il segretario generale e il nuovo sindaco di Avellino. Ci accorgiamo che la situazione non è cambiata dopo telefonate, discorsi e carte riusciamo però a strappare una promessa. “Se c’è un problema va rimosso. La dottoressa mi testimonia che non è stata messa nelle condizioni di non lavorare”, dice il sindaco: chiama Paola, alla fine forse siamo riusciti a trovare la soluzione.

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