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Baby killer di Monza: arrestato un uomo, sarebbe il loro mandante | VIDEO

Un uomo di 43 anni è stato arrestato perché ritenuto il mandante dell’omicidio di Monza. Il 27 novembre Cristian Sebastiano è stato ucciso sotto casa con 20 coltellate. Due ragazzini di 14 e 15 anni sono stati fermati perché considerati gli assassini del tossicodipendente. Giulio Golia aveva incontrato i genitori della vittima e i vicini di casa

I due ragazzini di 14 e 15 anni ritenuti gli assassini di Cristian Sebastiano, un tossicodipente di Monza, avrebbero avuto un mandante. Ci sarebbe una svolta nell’omicidio che vede questi due minorenni al centro delle indagini. Una vicenda avvenuta alle porte della ricca Brianza in cui vengono a galla omertà, tossicodipendenza e disagio sociale. Giulio Golia ha incontrato alcune persone coinvolte come potete vedere nel servizio qui sopra. 

Tra loro ci sono i genitori della vittima di Cristian Sebastiano, il 42enne ucciso con 20 coltellate lo scorso 29 novembre sotto i portici delle case popolari a Monza. Un omicidio che ha sconvolto tutti non solo per l’efferatezza, ma anche per l’età di quelli che sarebbero i responsabili: due ragazzini di 14 e 15 anni. Nella loro casa vengono trovati un coltello e vestiti sporchi di sangue. Uno dei due avrebbe confessato: lo hanno ucciso perché ritenuto responsabile della loro tossicodipendenza

In queste ore ci sarebbe però una svolta nelle indagini. Un uomo di 43 anni è stato arrestato perché ritenuto il mandante dei due minorenni. Gli investigatori lo considerano concorrente morale, mandante, agevolatore, istigatore e rafforzatore del proposito omicida dei due ragazzi che avrebbero agito in cambio di pochi soldi. Da qualche ora è stato arrestato con l'accusa di concorso morale nell'omicidio. Fondamentale è stata la testimonianza di una donna che ha un figlio della stessa età dei due presunti omicidi: "Gli avevano chiesto di partecipare all'omicidio perché in cambio avrebbero avuto 2mila euro da dividersi", avrebbe riferito come riportano fonti giornalistiche. 

Pochi giorni dopo l’omicidio Giulio Golia ha incontrato i genitori di Cristian che è sempre stato segnato dalla tossicodipendenza: prima con l’eroina, ora con la cocaina. Michele e Patrizia non si danno pace: “Ci aspettavamo di tutto perché sapevamo che era difficile la sua vita… Ma non ha mai dato fastidio a nessuno. Si è sempre fatto del male da solo”. Anche se alcuni dicono che avrebbe fatto lo spacciatore. 

Cristian avrebbe frequentato la loro casa. Nei giorni precedenti l'omicidio ci potrebbe essere stata una discussione. “Lo chiamavano in continuazione e lui rispondeva con tono deciso di lasciarlo stare”, sostiene il papà che ci parla di un appartamento dove suo figlio e i due ragazzini sarebbero andati a prendere droga. “Non sappiamo niente perché lo hanno ammazzato”, ci dicono e non sanno se usavano stupefacenti. “Quando venivano qua non erano sballati, poi non sappiamo che cosa facciano fuori”.

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