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Il paradosso di Bolzano: ristoranti aperti la sera nonostante per l'Europa sia rosso scuro

Il presidente della provincia autonoma dell’Alto Adige ha deciso che valgono le regole da zona gialla. Per le ordinanze nazionali però Bolzano è ancora in zona rossa mentre la Commissione europea vuole inserirla tra quelle “rosso scuro”

I ristoranti continuano a restare aperti a Bolzano anche a cena (solo con prenotazione), nonostante la provincia autonoma dell’Alto Adige sia per le ordinanze nazionali, assieme alla Sicilia, ancora una zona rossa.

Il presidente Arno Kompatscher ha deciso che qui valgono le regole da zona gialla, in vigore già nel Trentino, con scuola in presenza e negozi e bar aperti con servizio al tavolo fino alle 18. L’indice Rt è sceso a 1 e non è più sopra a 1,25, soglia che aveva fatto scattare la “zona rossa”, ma per rientrare in regole meno restrittive si deve aspettare almeno il 29 gennaio. La giunta provinciale ha anticipato i tempi, e ha riaperto i ristoranti dal 7 gennaio.

Non si fermano però le polemiche per questa decisione, tra la soddisfazione di commercianti e ristoratori e chi teme nuovi contagi. Anche perché la stessa Commissione europea sembra pensarla diversamente. Ha appena proposto di introdurre le zone “rosso scuro”, con rischio rafforzato. All’interno ci finirebbero tre regioni italiane (Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna), più appunto la provincia autonoma di Bolzano.

La soglia valutata, che coinvolgerebbe una ventina di zone Ue, è quella di chi ha superato i 500 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni. Per gli abitanti di queste aree si propone di introdurre l’obbligo di tampone prima della partenza e di quarantena all’arrivo per poter viaggiare nell'Ue. La proposta è europea, la decisione se applicarla spetterà ai singoli Stati membri. Sempre che poi venga rispettata.

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