>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Cimiteri a Roma: “Non so dove sono le ceneri di mio figlio”. Siamo andati dalla Raggi | VIDEO

Ci eravamo occupati delle condizioni dei cimiteri di Roma già nel 2014. A sette anni di distanza la Iena è tornata nel Cimitero Flaminio, il più grande d’Italia. Incredibilmente, anche oggi vi si trovano bare su bare, con i nomi attaccati davanti, come fossero pacchi in giacenza. Siamo andati a parlare con la sindaca Virginia Raggi

“L’umanità si misura anche dal modo in cui gli uomini onorano i propri familiari scomparsi”. Il deputato Andrea Romano, qualche giorno fa, con un tweet ha scoperchiato il vaso di pandora sulla condizione dei cimiteri della capitale. L’onorevole ha perso il figlio circa due mesi fa e ha scelto di rendere pubblica una vicenda così privata quando è stato superato ogni limite. “Che nel 2021 a Roma uno non sappia dove sono i resti del proprio familiare è accettabile?”, dice a Giulio Golia. “Ogni volta che andavamo all’Ama per avere informazioni, chiedendo quando avrebbero seppellito nostro figlio, non ci dicevano niente”, racconta alla Iena. “Dal momento che erano trascorsi due mesi, ho pensato di dover dire questa cosa”.

Proprio con Giulio Golia, già nel 2014 ci eravamo occupati delle condizioni dei cimiteri di Roma. La Iena aveva documentato la situazione nel Cimitero Flaminio, il più grande d’Italia. Incredibilmente anche oggi vi si trovano bare su bare, con i nomi attaccati davanti, come fossero pacchi in giacenza. Gli addetti alle pompe funebri sono scesi in piazza per chiedere risposte e, dopo il tweet del deputato, la sindaca Raggi ha espresso la sua vicinanza e ha annunciato di aver convocato l’azienda che cura i cimiteri, per chiedere cosa fosse accaduto.

“Ci sono interrogazioni continue in Consiglio Comunale riguardo alla situazione dei cimiteri”, dice alla Iena Walter Fabozzi, delle imprese funebri “Eugenio Fabozzi”. E il problema sembra essere principalmente burocratico: “Noi siamo arrivati a un iter autorizzativo di 40, 50 giorni”, spiega. E questo solo per avere l’autorizzazione alla cremazione che deve sbrigare l’Ama, la municipalizzata del Comune che si occupa dello smaltimento dei rifiuti e della situazione nei cimiteri.

“Io lo chiamo ‘ufficio complicazioni cose semplici’”, dice Fabozzi alla Iena. E nell’attesa la salma “rimane nel deposito del cimitero”, sostiene. Ma, come ci spiega Alessandro Bosi, segretario della Federazione nazionale imprese onoranze funebri, “questi feretri che sono accumulati non sono fatti per rimanere fuori dai loculi o non essere cremati. Dopo qualche giorno iniziano a presentare una non tenuta ermetica”. “Questa è una cosa solo romana”, sottolinea. “In altre città di grande importanza in massimo in 48 ore questa pratica la istruiscono e la evadono”.

Siamo andati di persona a vedere come stanno le cose al Cimitero Flaminio. Ci avviciniamo a una camera mortuaria, e subito ci dicono: “Abbiamo finito i posti”. Dietro l’operatore Ama si intravedono file infinite di bare in attesa di cremazione. Ma quello che lascia più a bocca aperta è lo scenario che ci troviamo davanti al forno crematorio. Si tratta di sei forni che devono servire per tutta Roma. Andiamo sul retro: sotto il sole ci sono decine e decine di bare accatastate, senza protezione di zinco, quindi non sigillate ermeticamente. Mentre il nome del defunto è scritto con un pennarello direttamente sopra la bara.

E dopo la cremazione i problemi continuano, come ci racconta il deputato Andrea Romano. “Quello che non è ragionevole è che non ci dicano quando verranno seppellite le ceneri di Dario”. Dovrebbero essere tumulate nella tomba di famiglia nel Cimitero del Verano. “Siamo andati nell’ufficio Ama varie volte. Io non so dove si trova Dario. Io ho chiesto dove sono le ceneri di mio figlio e mi hanno detto che sono in un deposito a Prima Porta, ma non mi hanno detto quale”.

La Iena incontra altre persone che ancora aspettano le ceneri dei propri cari. “Il mio auspicio è che la questione venga risolta e che la Raggi spieghi ai romani cosa è successo e cosa succederà”, dice Andrea Romano. “Perché altre citta che hanno avuto più morti di Covid di Roma non hanno questa emergenza?”, conclude. Intanto, già da diverse settimane risultano indagati il direttore tecnico di tutta Ama e il responsabile del Servizio cimiteri capitolini.

“La situazione ci ha lasciato molto addolorati”, dice la sindaca Virginia Raggi alla Iena. “Ci siamo attivati subito per dare il massimo supporto a Ama e sveltire tutte le pratiche”, continua. E i romani che aspettano le ceneri o di cremare il proprio caro? “Da questa settimana è stato dato un contingente da parte dell’amministrazione per aiutare Ama ad accelerare tutte queste pratiche”, risponde la sindaca. Ma la Iena le spiega che dal 2014 a oggi la situazione sembra essere la stessa. “Abbiamo già aumentato il personale, Ama ci dice che dalle prossime settimane la situazione di regolarizzerà”, conclude la sindaca. Speriamo solo che non sia troppo tardi.

Ultime News

Vedi tutte
Loading