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Claudio Mangini: il video dei calci al cane e quei conti in sospeso scoperti da Giulio Golia | VIDEO

Il video del cane che riceve un calcio dal suo istruttore ha fatto il giro dei social. A tirarlo è stato Claudio Mangini, dog trainer che ha scoperto tanti cani diventati star a quattro zampe in fiction e pubblicità. Qualche anno fa Giulio Golia aveva incontrato alcuni dei loro proprietari che ci parlavano di lavori mai pagati, tra loro c’era anche Rossella Brescia. Per questo Mangini è stato condannato a 9 mesi di carcere, ora rischia invece altre denunce dalle associazioni animaliste
 

I latrati di quel lupo hanno fatto il giro dei social. Tutto è partito da un video pubblicato su Facebook dall’animalista Enrico Rizzi. In quel filmato di neanche due minuti si sentono i lamenti del cane dopo che ha ricevuto un calcio nel costato. A sferrarlo è stato Claudio Mangini, dog trainer. Mentre l’animale impaurito indietreggia per metri lui gli urla: “Io so sempre dove toccarti ricordatelo, qui non è Disney”. Poi si giustificherà dicendo che così avrebbe fermato il cane che stava per aggredirne un altro. Una scena che è rimbalzata sui social e potrebbero far scattare denunce nei confronti di Mangini come annunciato da diverse associazioni animaliste. 

Lo avevamo conosciuto qualche anno fa con Giulio Golia. Ci avevano segnalato alcuni comportamenti e accordi che avevamo voluto approfondire. “Ho ricevuto 27 messaggi di morte da Claudio Mangini”, ci raccontava Alessio Andreucci, istruttore cinofilo di tanti cani diventati famosi sui set. “Mi ha scritto: ‘Sono da galera e molto pericoloso, parla ancora dei miei animali e ti prendo i tuoi figli. Ti ucciderò, fattene una ragione’”. 

A questo punto Giulio Golia si mette sulle tracce dei proprietari di cani famosi, tutti sembravano confermare lo stesso particolare. “Dovevo avere un compenso di 300 euro per ogni volta che il cane girava, quindi due volte. Ma non ho visto nulla”, sostiene Katia Zachi, la proprietaria di Aika che ha recitato in una fiction. Ambra è stata protagonista della pubblicità di un telecomando: “Voleva la facessimo gratis perché diceva che c’era la fila”, sostiene Anna Bobo, la sua proprietaria. “Mi ha promesso 300 euro e due sacchi di mangime. Non ho avuto nulla”. Ma non ci sono solo addestratori di cani finiti nella sue rete. C’era anche Rossella Brescia, invitata come madrina al “Dog pride Day”: “Mi avrebbe dovuta pagare dopo l’evento, ma mi ha detto che mi avrebbe dato l’assegno una settimana dopo. Ma si è fatto negare, mi ha presa in giro”, ci ha raccontato.

Da alcune di queste denunce è partito il processo che si è concluso con la condanna di Mangini a 9 mesi e a 6mila euro di risarcimento a favore dell’istruttore cinofilo Alessio Andreucci.

 

 

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