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Nuova condanna per Alessandro Proto: 6 anni per un raggiro da 542mila euro | VIDEO

Nuova condanna per Alessandro Proto. Dovrà scontare 6 anni e otto mesi per aver raggirato una donna a cui avrebbe spillato 542mila euro in poco più di un anno. Veronica Ruggeri l’aveva incontrata per ascoltare la sua storia, molto simile a quella di Anna, una malata di cancro da cui Proto si era fatto fare 237 bonifici (per questo è stato condannato ad altri 4 anni di carcere)

Nuova condanna, per truffa, estorsione, falso e riciclaggio, per Alessandro Proto. Dovrà scontare 6 anni e otto mesi per aver raggirato una donna. Questa volta non c’entra Anna, la malata di cancro a cui ha spillato 130mila euro e per cui ha patteggiato 4 anni di carcere. Con Veronica Ruggeri abbiamo ascoltato alcune donne che sostengono di avergli dato soldi e insieme a loro abbiamo anche ricostruito i suoi giri di affari in cui potrebbero essere rimasti coinvolti anche alcuni suoi parenti stretti. 

Tra le vittime che abbiamo incontrato c’è anche una donna svedese che dice di avergli dato 542mila euro tra ottobre 2017 e gennaio 2019. Per questo Proto oggi ha ricevuto un’altra condanna. Secondo la versione della donna, Proto le avrebbe promesso di guadagnare in Borsa. Così nel giro di un paio d’anni lei avrebbe fatto 237 bonifici. "La sua unica colpa è stata fidarsi. Le minacce ricevute per pagare sono documentate", ha dichiarato l’avvocato di parte civile. 

“Le autorità mi hanno dato identità protetta per le minacce di Proto, per me è un problema anche trovare un lavoro”, ci raccontava questa donna nel servizio che potete vedere qui sopra. Avrebbe ricevuto da un numero anonimo anche minacce come “ti ammazzo”. Minacce che oggi sono tutte documentate. “Se avessi fatto questa intervista qualche mese fa, la storia di Anna non ci sarebbe stata”, aveva detto a Veronica Ruggeri. 

Anna era una donna che combatteva contro il cancro. Nel pieno della sua battaglia, che l’ha vista purtroppo poi morire, ha incontrato Proto. “Volevo andare a curarmi in America: tutto quello che avevo messo da parte, lui me l’ha portato via”, ci aveva raccontato. Una storia simile, nei soldi portati via, a quella della donna svedese dell’ultima sentenza. Stando all’accusa, quando lei gli ha chiesto indietro i suoi soldi, lui avrebbe finto di essere stato arrestato. “Proto ha proposto alla mia cliente un investimento iniziale di 5mila euro per ottenerne 10mila entro 90 giorni. Prima della scadenza le ha proposto di aprire un conto in Italia in cui far transitare gli investimenti, così anziché mandarli in Svezia venivano accreditati su questo conto”, racconta Massimo Caiazza, l’avvocato che difende questa donna. E a ogni accredito arrivavano gli sms di conferma. “Lei così si è fidata. Ma gli sms erano fasulli”. 

La donna racconta anche di averlo incontrato in un hotel. “Dava l’impressione di essere una persona di fiducia. Lui mi ha garantito un guadagno del 3% e ho investito i primi 60mila euro. E la banca mi mandava i messaggi”, sostiene la ragazza. Non riceve però la carta di credito che le sarebbe stata promessa da Proto in consegna a casa. A questo punto chiede spiegazioni alla sua banca. La filiale le risponde che il suo nome non corrispondeva a nessun Iban e non le avevano mai mandato sms o codici. “Proto mi ha manipolato: ho creduto a lui e non alla banca”, racconta. “Mi ha tranquillizzata, ma non sono mai riuscita a incontrarlo”. 

A questo punto Proto ha finto di essere stato arrestato con tanto di videomessaggio in cui diceva di essere in caserma. Anche con questa donna, come ha fatto con Anna, parla dei suoi figli e di malattie, funerali e morti. Sarebbe arrivato anche alle minacce: “Telefonate giorno e notte. A me, a mia mamma e anche ai miei vicini di casa”, racconta la donna.

 

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