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Conte ottiene la fiducia in Senato, ma il governo non ha più la maggioranza assoluta

Dopo il via libera della Camera, il governo ha incassato al Senato una risicata fiducia con 156 voti. L’esecutivo di Conte si è fermato lontano dalla maggioranza assoluta dell’aula, a quota 161 voti, dopo l’uscita dalla maggioranza di Italia Viva capeggiata da Matteo Renzi

156 sì contro 140, e 16 astenuti: è risicato il margine con cui il governo guidato da Giuseppe Conte ha ottenuto la fiducia al Senato, dopo l’uscita dalla maggioranza di Italia Viva di Matteo Renzi. Il voto, che permette al governo di andare avanti nel pieno delle sue funzioni, è lontano dalla maggioranza assoluta dell’aula fissata a quota 161.

Adesso Conte, a meno di dimissioni a sorpresa, sarà costretto ad andare avanti di volta in volta cercando i voti - o le astensioni - dei cosiddetti responsabili, costruttori o trasformisti, a seconda del punto di vista. “È complicato governare con chi dissemina mine nella maggioranza, con chi ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo”, aveva detto Conte in un attacco nemmeno troppo velato al leader di Italia Viva.

Insomma, la mossa di Renzi non ha disarcionato il governo, ma lo ha sicuramente indebolito. Durissimo l’ex premier in Senato: “Serve un esecutivo più forte, l’Italia in questo momento non si merita un mercato indecoroso di poltrone”, chiaro riferimento al tentativo del governo di trovare nuovi voti in aula. 

Ieri l’esecutivo era riuscito a ottenere la fiducia alla Camera con 321 sì, sopra la maggioranza assoluta dell’aula. Un margine anche qui risicato, che non offre particolari garanzie al governo Conte.

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