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Coronavirus, nell'anno della pandemia sparisce l'influenza: è davvero così?

Nell’ultima settimana dell’anno in Italia i casi sono stati meno di un terzo del 2019, e a livello globale l’influenza sembra quasi scomparsa. Il merito è delle misure di restrizione imposte per il coronavirus, ma per l’Oms i sistemi di tracciamento potrebbero essere saltati a causa della pandemia. Ecco cosa dicono i numeri, e cosa rischiamo se si sovrapponessero un’ondata influenzale e una di Covid

La seconda ondata di coronavirus sembra non essersene ancora andata, e mentre si teme l’arrivo della terza - che già impazza altrove, spinta dalla diffusione della variante inglese del virus - sembra esserci un grande assente in questo freddo inverno: l’influenza stagionale.

Pare infatti che in quest’anno tristemente dominato dalla pandemia, l’influenza stagionale stia colpendo molto meno che in passato. A notarlo sono stati vari osservatori e l’evidenza è confermata da un report dell’Istituto superiore di sanità : nell’ultima settimana del 2020 l’incidenza dell’influenza è stata di 1,4 casi ogni 1000 assistiti, mentre nel 2019 era stata di 4,9 casi. Insomma, oltre due terzi di casi in meno.

Lo stesso report dell’Iss fornisce anche un ulteriore dato: se tra fine dicembre e inizio gennaio si entra nelle settimane “calde” per l’influenza, con un netto aumento dei casi, per adesso questo fenomeno non solo sembra non avvenire, ma al contrario l’incidenza appare in leggera decrescita come si evince dal grafico qui sotto.

Un dato che sembra non riguardare solo l’Italia: il sistema di sorveglianza dell’Organizzazione mondiale della sanità mostra un enorme crollo dei casi di influenza a partire da fine marzo 2020, in concomitanza con l’esplosione più marcata dei casi di coronavirus. Nell’autunno/inverno di quest’anno, in corrispondenza con la seconda ondata di Covid, i numeri sembrano essersi quasi azzerati.

Com’è possibile che l’influenza finora abbia circolato così tanto in meno rispetto all’anno scorso? In primo luogo il merito è delle restrizioni imposte per contenere il coronavirus: il distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine rallentano non solo la diffusione del Covid ma anche di tutti i virus che si trasmettono in modo simile. E tra queste rientra anche l’influenza. Una visione che è stata confermata a Iene.it anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.

A queste se ne aggiunge un’altra, molto meno confortante: l’ampia diffusione del coronavirus potrebbe aver fatto saltare il tracciamento dell’influenza. A dirlo non siamo noi, ma la stessa Oms che - contattata da Iene.it sul tema - ha risposto: “I sistemi di sorveglianza dell’influenza di alcuni paesi sono stati colpiti dal Covid. Siamo tuttavia fiduciosi dei dati che abbiamo raccolto, che mostrano come l’attività dell’influenza sia bassa”.

Insomma, i dati e le autorità sanitarie confermano che la circolazione dell’influenza stagionale è molto inferiore alla media sia per le restrizioni del coronavirus sia per un possibile collasso del sistema di tracciamento. Lo stesso che è saltato proprio nel tracciamento dei casi di Covid.

Cosa accadrebbe se l’influenza iniziasse a circolare più rapidamente di adesso? Il timore fondato è che il sovrapporsi di un’ondata influenzale e di una terza ondata di coronavirus possa mettere in ginocchio il nostro sistema sanitario, già duramente sottoposto a stress. “Se la diffusione dell’influenza dovesse aumentare avremmo una tempesta perfetta”, ha detto a il Giornale Carlo Palermo, segretario nazionale dell'associazione medici ospedalieri Anaao-Assomed.

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