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David Rossi, il gip archivia l'indagine sui pm di Siena ma colpo di scena: per il giudice le dichiarazioni dell'ex escort sono precise e attendibili

Il gip di Genova archivia l'inchiesta sui presunti abusi d'ufficio che sarebbero stati commessi durante le prime indagini sulle cause della morte di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena volato giù dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Tutto era partito dai servizi di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti che da anni seguono il caso chiedendosi se sia stato davvero un suicidio oppure se possa trattarsi di un omicidio, come creduto dalla famiglia del manager. Per il giudice delle indagini preliminari ci sono state carenze nelle indagini sul caso ma nessun dolo. Non dimostrate interferenze tra le indagini e l'esistenza di festini hard ai quali avrebbero partecipato alcuni pm. Ma al contrario delle varie anticipazioni stampa degli scorsi mesi il giudice ritiene attendibile l’ex escort, sentito anche a Genova dopo i suoi clamorosi racconti a Le Iene. Anche questa ordinanza trasmessa al Csm

Indagine archiviata dal gip: le carenze riscontrate nell’inchiesta sulla morte di David Rossi non presentano profili di dolo, mentre risulta "attendibile" l’escort sentito da Le Iene. Questa la decisione presa oggi dal giudice per le indagini preliminari di Genova Franca Borzone che ha archiviato l'indagine sui presunti abusi d'ufficio ipoteticamente commessi dai magistrati di Siena. L'ipotesi nasceva dalla clamorose rivelazioni dell'ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, che ipotizzava possibili condizionamenti nelle indagini sulla morte di David Rossi, evocando l'esistenza di festini a luci rosse a cui, secondo quanto raccontato al nostro Antonino Monteleone, avrebbero partecipato alcuni notabili di Siena, tra cui anche alcuni magistrati

Dichiarazioni in seguito riscontrate, ad Antonino Monteleone, da un giovane ex escort che ha raccontato di un giro di festini al quale avrebbe preso parte.

Con i molti servizi di Monteleone e Marco Occhipinti (qui l'ultimo), noi de Le Iene siamo da anni in prima linea nell’occuparci della morte di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena volato giù dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013 nel mezzo di una bufera mediatica, finanziaria e giudiziaria. Ci chiediamo se si sia davvero trattato di un suicidio, come il caso è stato archiviato dai giudici, o di un omicidio.

I legali della famiglia di David Rossi, gli avvocati Carmelo Miceli e Paolo Pirani, si erano opposti alla richiesta di archiviazione dei pm genovesi, ma il gip non ha accolto la richiesta nonostante gli approfondimenti di indagine portati in udienza dai familiari. 

La procura di Genova aveva aperto il fascicolo, per abuso d'ufficio e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, a carico di ignoti, proprio dopo la messa in onda di una parte della nostra inchiesta.

IL CASO FESTINI HARD
Tutto era iniziato con le clamorose dichiarazioni rubate all'ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini: “Conoscendo la razionalità di David, non è possibile che sia suicidio. La città è convinta che sia stato ucciso… Un avvocato romano mi ha detto... era un'amica mia che il marito era nei servizi… 'devi indagare tra alcune ville tra l’aretino e il mare e i festini che facevano lì perché la magistratura potrebbe aver abbuiato tutto perché scoppia una bomba morale'". 

Avevamo raccolto poi la segnalazione di un uomo che ci aveva raccontato: “Ho partecipato a… come escort ad alcune feste private, che si sono svolte nei dintorni di Siena, Monteriggioni, e a volte anche in altre città d’Italia”. Feste, sosteneva l'uomo, che avrebbero avuto lo scopo “di intrattenere degli ospiti di alto… alto profilo, che avevano una certa importanza… per le persone che organizzavano queste feste…". “La maggior parte delle volte c'erano delle cene, poi diciamo che avveniva una sorta di selezione poi dopo noi sapevamo che dovevamo andare con una determinata persona…”.

Entrambi i racconti ci sembravano incredibili e abbiamo fatto ogni verifica possibile. Antonino Monteleone aveva mostrato all’escort delle foto per capire se riconosceva alcune persone come partecipanti a quei festini in cui si sarebbe anche consumati rapporti omosessuali. L’ex gigolò avrebbe identificato un importante ex manager della banca Monte dei Paschi, un importante imprenditore di Siena, un sacerdote, un ex ministro, un politico che ha rivestito un ruolo importante in città, un noto giornalista e un magistrato.

Politici, dirigenti, magistrati, forze dell’ordine, nella vita privata sono liberi di fare ciò che vogliono, ma quando hai un ruolo pubblico e conduci una doppia vita, o partecipi a incontri compromettenti, potresti esporti a un possibile condizionamento, se non addirittura a un eventuale ricatto, di chi conosce i tuoi segreti. Ci siamo chiesti, con tutte le verifiche del caso, se questi presunti festini omosessuali avrebbero potuto condizionare anche le indagini sulla morte di David Rossi. Su questo si indagava a Genova.

L'ORDINANZA DEL GIP
L’ex escort è stato sentito anche nell’indagine genovese. Recita l’ordinanza del gip: “Ha reso dichiarazioni sufficientemente precise e ha proceduto nel corso del suo esame a identificazioni fotografiche dall’esito positivo, sebbene successivamente a quelle somministrate da alcuni giornalisti”. “Tali circostanze, unitamente alle minacce ricevute nei giorni antecedenti l'udienza camerale, consentono di formulare un primo vaglio positivo dell’attendibilità di tali dichiarazioni, sebbene, esse possano valere solo a fini di responsabilità disciplinari”.

Il Gip si riferisce alle possibili sanzioni che potrebbe disporre il Consiglio Superiore della Magistratura, in quanto eventuali reati risulterebbero invece prescritti nell’agosto 2019, e quindi non perseguibili. “Il pm, pur ritenendo le indagini caratterizzate da alcune carenze”, prosegue l’ordinanza, “ha evidenziato come, perciò solo, non sia affatto possibile trarre gli elementi costitutivi di reato, né tantomeno, il dolo intenzionale richiesto dall’art. 323 c.p. (abuso d’ufficio, ndr) finalizzato ad ostacolare la verità per conseguire un ingiusto vantaggio, oppure arrecare a altri un ingiusto danno”. Anche l’ordinanza del Gip, come già il fascicolo dell’indagine di Genova, è stata trasmessa al Csm per valutare eventuali profili disciplinari.

L’inchiesta de Le Iene non si ferma qui. Torneremo a parlarvi del caso David Rossi con il prossimo ritorno in onda da martedì 2 febbraio.

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