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Don Giulio, i fedeli lanciano una petizione a favore del prete pro gay | VIDEO

Una raccolta firme in segno di vicinanza e per chiedere alla Curia di non prendere provvedimenti verso don Giulio Mignani. Così la comunità di Bonassola (La Spezia) e in particolare il Comitato per gli immigrati risponde alla presa di posizione del parroco pro gay. A Giulio Golia ha raccontato le motivazioni della sua scelta di non benedire le palme finché non avrebbe potuto fare altrettanto con le coppie omosessuali in polemica con il Vaticano

In meno di una settimana sono oltre 7.500 le firme raccolte al momento per don Giulio Mignani. “Nessuno tocchi il prete che vuole benedire gli omosessuali”, così i suoi fedeli hanno chiamato la petizione su Change.org. Abbiamo conosciuto il parroco di Bonassola (La Spezia) nel servizio di Giulio Golia che potete vedere qui sopra. 

“Crediamo che il gesto di tutti noi uniti possa essere il minimo per la giusta ribellione di chi, anziché isolare dalla nostra società, unisce le persone che si amano, sostenendo così anche la Costituzione italiana”, scrive il comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione presentando la petizione.

La raccolta firme è per chiedere alla Curia della Spezia-Sarzana-Brugnato di essere clemente nei confronti del parroco dopo la sua presa di posizione. La domenica delle palme don Giulio si era rifiutato di benedire gli ulivi finché non avrebbe potuto fare altrettanto con le coppie omosessuali. Una forma di protesta contro il documento della Congregazione per la dottrina della fede che vieta proprio la benedizione delle unioni omosessuali.

“È come se una madre dicesse alla figlia: ‘guarda che il tuo modo di vivere la sessualità mi fa schifo’. E chi è credente sente dire questo dalla sua madre-Chiesa”, ha detto don Giulio nell’intervista de Le Iene. Nella sua presa di posizione il parroco si è messo nei panni anche di quei genitori eterosessuali che possono avere figli omosessuali: “Li chiude ancora di più nella possibilità di accogliere un coming out perché si sentirebbero in imbarazzo nella società”. Quello che più sorprenderebbe da questo documento è che il Papa sembrava avesse manifestato apertura verso gli omosessuali nell’ultimo periodo. “Hanno diritto di essere parte di una famiglia. Se una persona è gay e cerca Dio, chi sono io per giudicarlo”, aveva detto il Pontefice. “Questa frase non mi è piaciuta tantissimo. A una coppia eterosessuale si dice: ‘chi sono io per giudicare?’ No, e allora perché dirlo a una coppia omosessuale. Faccio fatica a capire quale sia il vero pensiero del Papa”, riflette don Giulio.

Il parroco non è nuovo per le sue battaglie “eterodosse” a favore dei divorziati, delle adozioni gay e sul fine vita. “Faccio queste critiche perché voglio bene alla Chiesa. Gli omosessuali possono fare a meno della nostra benedizione per loro c’è Dio. È la Chiesa a rimetterci. Non c’è nessuno che possiede la verità”. In questi giorni ha avuto modo di parlare della sua presa di posizione anche con il vescovo. Su quanto accaduto ha emesso un comunicato “si sta valutando in merito nelle opportune sedi a tenore della normativa canonica vigente”. 

Proprio in vista di questa valutazione la sua comunità ha avviato la petizione su Change.org anche come forma di vicina al sacerdote. Intanto anche il sindaco di Bonassola ha commentato la vicenda: "Don Giulio è intelligente, sa bene quali siano le conseguenze del suo gesto. Quando è convinto di una cosa va avanti e noi lo sosteniamo. Non ho sentito una voce contraria e neanche dei dubbi", ha dichiarato a La Nazione.

ECCO LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

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