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Il dramma di Alessandro e quella droga per comprare ragazzi

Secondo appuntamento con la nostra inchiesta su un caso terribile nella “Torino bene”. Due ricchi imprenditori avrebbero indotto diversi ragazzi a prostituirsi in cambio di crack, la “cocaina da fumare”. Ci sarebbe anche una morte sospetta. Ecco i nuovi elementi e racconti che abbiamo raccolto con Luigi Pelazza

Torniamo nel capoluogo piemontese con Luigi Pelazza dopo il reportage sul triangolo del crack e la prima parte di questa inchiesta nella “Torino bene”, quella del potere dei soldi.

Due ricchi imprenditori, Alberto e Mauro, avrebbero indotto diversi giovani a prostituirsi e a partecipare a festini hard in cambio di crack, la “cocaina da fumare”. C'entrerebbe pure il Ghb, la "droga dello stupro". Ci sarebbe anche una persona morta in circostanze non chiare. Si tratta di accuse gravissime, se confermate. A sostenerle è un ragazzo, Paolo: dà la sua versione alla Iena dopo che sarebbe stato in questo giro. Anche altri due raccontano di questi episodi. Abbiamo parlato, attraverso una porta perché non ci ha aperto e al cellulare, con i due imprenditori che negano coinvolgimento. La procura ha aperto un’inchiesta dopo il nostro servizio.

Indaghiamo ora, in particolare, sulla morte in circostanze non chiare nell'aprile scorso di Alessandro, 45 anni, fidanzato in passato per 5 anni con Alberto e poi per 10 anni con Francesco, il presunto “reclutatore” e organizzare dei festini. Ad Alessandro sarebbe stato somministrati sonniferi in maniera massiccia. La sorella Emanuela pensa che potrebbe essere stato fatto morire perché sapeva troppo. Con lei cerchiamo di capire anche perché non si sarebbe curato abbastanza per il tumore alla pelle che l’aveva colpito e se il sonnifero possa entrarci con il decesso.

Incontriamo altri tre ragazzi che avrebbe partecipato ai festini e il papà di Francesco. In una farmacia facendo il nome di “Mauro” si potrebbe avere una confezione di sonnifero senza ricetta. Chiamiamo la polizia, perché oltre che di una procedura irregolare, potrebbe trattarsi anche di un elemento importante nelle indagini sulla morte di Alessandro.

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