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Ex Ilva, il Consiglio di Stato cancella lo stop: protesta di cittadini e attivisti | VIDEO

Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar di Lecce e l’ordinanza del sindaco di Taranto che avevano imposto lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo perché inquinanti. Cittadini e attivisti sono scesi in piazza a protestare, tra loro c’era chi indossava la maglietta con scritto : “I bambini di Taranto vogliono vivere”. Un tema che noi de Le Iene abbiamo a lungo seguito con Nadia Toffa

L’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto può continuare l’attività produttiva: il Consiglio di Stato ha infatti annullato ieri la sentenza del Tar di Lecce che, confermando una precedente ordinanza del sindaco di Taranto, aveva ordinato lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo perché inquinanti.

“Alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato, il governo procederà in modo spedito su un piano industriale ambientalmente compatibile e nel rispetto della salute delle persone”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Parole a cui hanno ribattuto i sindacati: “È l’ultima chance. Sarebbe inaccettabile se la politica continuasse a non decidere sul futuro di oltre 15 mila lavoratori”, ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. “L’unica soluzione per garantire contemporaneamente il risanamento ambientale, la salute dei cittadini e dei lavoratori, l’occupazione e un futuro industriale ecosostenibile è l’accelerazione della transizione ecologica”.

Ma mentre si discute del futuro dell’acciaieria, montano le proteste. I sindacati, già scesi in piazza a Genova, annunciano simili iniziative a Taranto contro la cassa integrazione per circa 4mila addetti. E sempre ieri - secondo quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno - dopo la sentenza del Consiglio di Stato è stato organizzato un flash mob davanti alla Prefettura da parte di cittadini e associazioni. “I bambini di Taranto vogliono vivere”, è la scritta apparsa sulla maglia di un piccolo manifestante.

E a noi non poteva che tornare alla mente la battaglia condotta dalla nostra Nadia proprio in favore dei bambini di Taranto. Con lei abbiamo seguito in prima linea e da vicino nel corso degli anni le sorti degli abitanti di Taranto, costretti a convivere con le polveri e l’inquinamento prodotto dall’acciaieria. Proprio la nostra Nadia è stata nel quartiere i Tamburi, tra i più colpiti, dove a fare le spese dell’inquinamento sono anche i bambini.

Vorremmo scappare di qua e non possiamo permettercelo. Io voglio veder crescere le mie figlie, voglio vederle sposate”, ha raccontato a Nadia la mamma di una bambina colpita da un sarcoma. Lì aveva incontrato anche la piccola Gabriella, che le ha raccontato come dalle finestre di casa sua, dove era costretta a rimanere perché malata di leucemia, vedeva l’Ilva. Le abbiamo chiesto: cos’è l’Ilva? “Il fumo”.

La piccola ci ha raccontato della chemioterapia, di come ha perso i capelli e degli altri bambini incontrati in ospedale. “Siamo dieci più così”: con le mani ha fatto capire che i bambini erano 18. Tra questi c’era anche Rebecca, un’amica di Gabriela, che le mancava perché “in ospedale non c'è più”. “Ha finito, ora è a casa”, ci aveva detto la piccola. Ma Rebecca a casa non ci è mai tornata

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