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La morte di Federico Tedeschi: i misteri su social e incontri | VIDEO

Federico Tedeschi è morto a 19 anni a Roma. Per la procura si è trattato di un decesso per cause naturali, mentre la famiglia parla di un possibile omicidio. In questo servizio Antonino Monteleone incontra la ragazza che avrebbe preso il telefono del ragazzo e si mette sulle tracce di Luca, la persona che ha cercato un incontro con Federico il giorno dopo la sua morte

Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato del caso di Federico Tedeschi, il ragazzo morto a 19 anni nel 2017 a Roma: per la procura si è trattato di un decesso per cause naturali, mentre la famiglia crede a un’altra versione. “Che mio figlio è stato ucciso me lo sussurra ogni poro della pelle”, dice la mamma di Federico al nostro Antonino Monteleone.

Come vi abbiamo raccontato, sembrano esserci varie cose che non tornano. Tra queste il caso del suo cellulare da cui, secondo quanto racconta la famiglia, un’amica avrebbe cancellato delle telefonate. Durante quella domenica infatti, quando tutti in casa sono sconvolti e c’è un via vai di amici e parenti, qualcuno avrebbe presso il telefono di Federico e avrebbe compiuto delle operazioni. Tra queste: il profilo Facebook sarebbe stato modificato in “commemorativo”. 

La famiglia scopre anche l’esistenza di Valerio Nettiate, l’alter ego usato da Federico per frequentare chat omosessuali su Facebook. Tutto questo, lo ripetiamo, rientra solo nella sua sfera privata ma qui stiamo cercando di capire com’è morto, se è stato aggredito e - nel caso - da chi. E la vita parallela che aveva potrebbe acquisire una grande importanza. 

Ma se il giorno delle morte di Federico il ragazzo stesse chattando con qualcuno, non possiamo saperlo. Come detto, secondo quanto racconta la famiglia, le chat nel telefono sarebbero state cancellate da un’amica. E allora il nostro Antonino Monteleone è andato a parlare proprio con questa ragazza.

“Federico per me è un pezzo di cuore tutt’ora”, racconta. “Era come un fratello. Purtroppo quella domenica è stato un giorno caotico, era pieno di gente. Io mi ricordo perfettamente che a me il telefono di Federico è stato dato, non ricordo se da Ludovica (la sorella di Federico, ndr) o da Emanuela (la madre, ndr)”. 

A sentire lo zio di Federico, sarebbe stato lui stesso a dare il telefono a questa ragazza: “Proprio io l’ho staccato dalla carica dentro la camera, era in modalità aereo e bloccato ma io non ho cercato di aprirlo e via dicendo, assolutamente no”. 

Torniamo alla ragazza. “Ludovica ha messo il codice, perché io il codice di Federico assolutamente non lo sapevo”, racconta. “I primi pensieri che abbiamo avuto tutti quanti, perché non c’ero solo io, era vedere con chi si fosse scambiato gli ultimi messaggi e le ultime chiamate, per capire con chi si fosse visto o chi fosse venuto quella mattina a casa, nel caso fosse venuto qualcuno. Ricordo che il telefono l’ha toccato Ludovica come anche Aurora, l’ex ragazza, ed è stato preso anche dallo zio di Federico”.

Insomma sembra che quel telefono sia passato di mano in mano, e oggi è impossibile sapere che cosa sia successo. “Io però ricordo che quando presi in mano quel telefono già non c’era più niente”, racconta ancora la ragazza. E il profilo Facebook cambiato in commemorativo? “Io penso lo faccia Facebook da solo”. Ma come fa a sapere che è morto? “Eh, l’inattività del profilo e tutte le cose che ti scrivono sulla bacheca. È cambiato dopo non mi ricordo quanto”.

Lei non lo ricorda, ma l’ex fidanzata di Federico ci dice  “Quando sono andata a vedere il suo profilo quella sera del 26 mi risultava che era commemorativo”. Ma qualcun altro si era accorto del cambiamento? “Sì, da quando sono uscita fuori che c’erano gli altri amici stavano parlando di questa cosa”.

Torniamo ancora una volta all’amica, a cui è stato attribuito questo cambiamento. “Io non ho fatto niente di tutto ciò, sono tutte cavolate”, sostiene. E noi non abbiamo modo di dubitare delle sue parole. Certo è che qualcuno, quella domenica, a poche ore dalla morte ha cambiato il profilo Facebook in commemorativo bloccando per sempre la possibilità di visionarne i contenuti.

Il telefono però continuava a ricevere messaggi: “Ricordo che l’unica persona che continuava a scrivere a Federico era un ragazzo, Luca, che ci siamo chiesti: se tu conosci così bene Federico, ma non lo vedi dalla bacheca di Facebook visto che ce l’hai tra gli amici, che c’è scritto ‘in memoria di’? A noi sembra tanto una presa in giro se tu continui a parlarci come se per te fosse ancora vivo”.

Lo zio di Federico aggiunge: “Io ho chiesto quella sera e i giorni successivi a tutti gli amici che stavano dentro casa lì al giardino, se conoscevano questo Luca. Tutti dicevano di no, però fatalità ce l’avevano amico sui profili”. Ma chi è questo misterioso Luca?

“È la stessa persona che manda una richiesta di appuntamento sul telefono di Federico il giorno dopo la sua morte”, ci racconta la mamma. Messaggi da cui si intuirebbe che tra i due ci fosse già un’intesa, come se si fossero già incontrati di persone. E dalle chat di Valerio Nettiate sembra siano 3 mesi che i due si conoscono, come potete vedere nel servizio qui sopra.

Dalle chat sembra che siano tante le volte in cui Luca chiede a Federico di incontrarsi, “e lui rispondeva no”, dice la madre. “La magistratura deve capire che a me non è morto il pesce rosso, è stato ammazzato un figlio. Qualunque elemento deve essere valutato”. Dentro queste conversazioni ci sono dettagli come un messaggio in cui Luca scrive ‘facciamo un’altra volta che hai casa libera’. “A me questa cosa insospettisce, lui sa che di giorno Federico potrebbe avere casa libera… bisognerebbe quanto meno capire, però se poi si conclude il tutto dicendo che ha avuto un’ischemia fulminate mi sento presa in giro. Soprattutto alla luce di queste cose”.

Non ci resta che cercare Luca, e cercandolo ci imbattiamo nel fratello gemello, che il caso vuole abbia anch’egli avuto a che fare con Valerio Nettiate, cioè Federico. Lo incontriamo in un pub: “Io sono il gemello, l’altro è eh… matto”, sostiene il ragazzo. “È agitato. Ora abbiamo un buon rapporto, prima litigavamo sempre”. A proposito di Valerio Nettiate, la conversazione vira sul mondo di master&slave che Federico frequentava. E dalle parole del gemello di Luca, che potete ascoltare qui sopra, sembra che lui ne sia ben informato. “È un gioco da malati”, sostiene.

Il ragazzo confermerebbe anche un altro aspetto di quel mondo, cioè lo scambio di soldi per foto e video. Ma adesso si parla di Luca: “Non lo posso sentire, il tribunale lo ha recluso”. Come mai? “Eh, varie cose”. Da quanto? “Da più di due anni, penso”. Da quello che ci dice il gemello, Luca starebbe scontando una pena detentiva per non meglio specificati reati.

Era un tipo che poteva fare a botte? “Sì certo, era una testa calda”, racconta ancora il gemello. Ma anche pugni, schiaffi? “Mi sa di sì”. Secondo lui Luca sarebbe un violento che perde facilmente il controllo. Prima di andarcene, il gemello ci racconta un altro aneddoto: “Una volta ruba una macchina e mi dice: ‘devo andare a casa’. Io non lo sapevo e ci salgo, me l’ha detto dopo”. E dove l’ha messa poi sta macchina? “Fuoco, è pazzo”. E aggiunge ancora: “Ha lavorato per due mesi in un ristorante a Fiumicino, lavorava ogni sera ma lo pagavano poco. Una sera si incazza con il suo capo, non va al lavoro, alla sera gli ruba soldi, vini, champagne e dà fuoco al locale. Il giorno dopo va, c’erano in carabinieri, si ferma e dice ‘oh ma cosa è successo qui’? Capito?”. Hanno saputo che era lui? “No, no. Se gli stai sul cazzo ti dà fuoco, attento”.

Noi non possiamo sapere se queste vicende che ci ha raccontato il fratello di Luca siano vere oppure no. E sinceramente non capiamo nemmeno il perché ce le abbia raccontate. Quello che ci preoccupa però è che seguendo le tracce di Luca, tra gli ultimi ad avere a che fare con Federico, ci siamo imbattuti in questi racconti.

Facciamo ancora una domanda al gemello di Luca: tuo padre che dice di tutta questa storia? “Zitto, muto”. Ma come va il rapporto con il padre? “Eh, benino”. Benino? “Se volete ve lo regalo”, ci dice il padre. “Crea problemi tremendi”. Il signore sconfortato che potete vedere nel servizio è il padre adottivo di Luca e del suo gemello.

“Purtroppo questi ragazzi sono stati una sorpresa, non so come definire, è stata una catastrofe”, racconta l’uomo. Scopriamo che i due gemelli sono stati adottati da piccoli, e che per il padre entrambi sarebbero molto problematici. Noi siamo venuti per parlare di Luca: “Per il momento è recluso perché è un piromane, ha fatto anche i domiciliari”. Ma ha mai manifestato comportamenti violenti? “No, a noi non risulta. Non con le persone, forse con gli oggetti”. 

Sembra che ci siano diverse cose che l’uomo non conosce del figlio adottivo: “Ha alcuni procedimenti di cui noi abbiamo appreso in seguito. Tra l’altro lui banalizzava, le cose che faceva riteneva fossero delle bravate”, racconta l’uomo. A questo punto parliamo di Federico: “Quello che posso dire è che Luca da solo non sarebbe capace di fare una cosa del genere. Insieme ad altri forse…”. Ma c’è altro che hanno saputo nel tempo i genitori: “Abbiamo saputo di episodi di molestie a compagne, passavano delle foto intime”. Si sarebbe insomma reso responsabile di episodi di molestie sessuali ai danni di compagne di classe.

Il più problematico dei gemelli, secondo il padre, non sarebbe Luca ma il fratello. Quello che abbiamo incontrato al pub. “Se riuscite ad agganciare lui, è lui il problema, il gemello!” Anche lui appiccava incendi? “Lui è abile, lo faceva ed è capace di occultare prove. Ci sfrutta e ci ricatta, vuole soldi per andare via, ci fa di tutto. È astuto, ci rompe le cose e se anche gli fai le foto non sono elementi gravi perché sia fermato, capisci?”, racconta ancora il padre. 

L’adozione dei gemelli ha segnato profondamente la vita di questa famiglia. Infatti i genitori, oggi che i figli adottivi sono più che maggiorenni, ne prendono le distanze. “Qua nessuno mi ascolta, ai carabinieri non so quanti esposti ho fatto”, dice il padre. “Voglio sapere questa giudice, porca vacca, 18 mesi che non ci convoca, voglio essere ascoltato, noi siamo vittime di questi ragazzi”.

E nei confronti del gemello di Luca sembra anche nutrire una certa paura: “Lui è uno molto abile nelle foto, c’ha il drone. Sono sicuro che ci intercetta, sa troppe cose”. Ma non solo: “Luca è stato arrestato e il gemello, che aveva un solo indizio, una ricettazione lieve, essendo lieve non fu arrestato. Lui da allora si sente il padrone del mondo”, aggiunge ancora il padre. “Lui fa furti di identità digitale, vi dico solo questo. Copia i dati. Avrà avuto sette SIM, le cambiava. Quando aveva delle grane o per esempio aveva fatto una cosa grossa, cambiava sim così da non lasciare traccia”.

Per finire il padre ci racconta: “Il gemello è il più pericoloso dei fratelli, questa è l’idea che mi sono fatto”. Noi non avevamo idea di chi avremmo trovato cercando Luca, e sinceramente non sembrano esserci elementi per sospettare di lui. L’unico indizio è che sia stato una delle persone ad aver chattato di più con Federico prima che morisse. Ma indagando su questa persona è venuta fuori una realtà più complessa di quello che avevamo immaginato, e che coinvolge anche il fratello di Luca.

E allora torniamo ad Emanuela, la madre di Federico: “Quello che è da approfondire è proprio questa aspetto in cui Federico ingenuamente è caduto. Secondo me è iniziato come un gioco e poi si è fatto prendere la mano”, sostiene la madre. “È entrato in questo mondo che sono convinta che non gli apparteneva, e proprio per questo magari ne voleva uscire o ha rifiutato determinate cose e ne è rimasto vittima. Perché Federico è una vittima”.

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