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Secondo focolaio Covid in allevamento di visoni. “Chiudeteli definitivamente” | VIDEO

In un allevamento in provincia di Padova 5 visoni sono risultati positivi al Covid. È il secondo focolaio negli allevamenti di visoni italiani. La Lav chiede di trasformare la temporanea sospensione dell’attività negli allevamenti in un divieto definitivo

 

Secondo focolaio italiano negli allevamenti di visoni. Succede a Villa del Conte, in provincia di Padova. Qui 5 visoni sarebbero risultati positivi al Covid. Mentre il 90% dei visoni sottoposti a test sierologici hanno presentato anticorpi per esposizione al coronavirus, su un totale di 60 animali testati. È quanto si apprende dal sito del Sindacato italiano veterinari medicina pubblica. La Lav lancia così l’allarme e sollecita un intervento del ministro della Salute affinché la sospensione al momento in vigore delle attività di allevamento, con scadenza il 28 febbraio, si trasformi in un divieto definitivo.

“Quando il virus comincia a circolare in un allevamento intensivo gli animali che si infettano cominciano a produrre anticorpi”, ci aveva spiegato Sergio Rosati, professore di scienze veterinarie dell'Università di Torino, intervistato da Giulia Innocenzi nel servizio che potete vedere qui sopra. “Superano l’infezione e questa pressione immunitaria tende a spingere il virus a modificarsi”, conclude Rosati. Ci siamo occupati del tema visoni e coronavirus a novembre 2020, quando la Danimarca, primo paese in Europa per la produzione di pellicce, stava abbattendo i suoi 17 milioni di visoni. Vi abbiamo mostrato la situazione in alcuni allevamenti italiani attraverso le immagini diffuse dalla Lav. Si vedono operatori che non indossano la mascherina e i guanti, come sarebbe invece previsto, e visoni in condizioni igieniche precarie.

Intanto ieri, 3 febbraio, si è aperta a Forlì l’l’istruttoria del processo a carico del titolare di un allevamento di visoni situato a Galeata. Nel 2018, in seguito alla denuncia dell’organizzazione Essere Animali, i carabinieri forestali hanno constatato la presenza di numerosi visoni sofferenti all’interno dell’allevamento.

 “Su 2.600 animali, quasi un centinaio di visoni presentava parti del corpo prive di peli, una decina di animali aveva lesioni pregresse e altri dieci la coda mozzata. Si tratta di classiche manifestazioni di comportamenti aggressivi o autolesionistici, molto comuni negli allevamenti di visoni”, ha commentato Alessandro Ricciuti, responsabile dell'ufficio legale di Essere Animali. “Le condizioni in cui sono relegati i visoni negli allevamenti, dove per lo stress della vita in gabbia non è raro il fenomeno del cannibalismo, oltre a essere crudeli per gli animali, facilitano anche la diffusione di virus pericolosi per l’essere umano. Il ministero della Salute prenda atto dei controlli della Forestale nell’allevamento di Galeata e vieti gli allevamenti visoni, ora solo sospesi fino a febbraio 2021”.

Sono tanti i paesi nel mondo che hanno deciso di vietare gli allevamenti di visoni. E da noi? “Se, come sta avvenendo in altri paesi europei, lo Stato mi dicesse ‘ti do dei soldi per chiudere’, va benissimo”, ci ha detto Massimiliano Filippi, che ha un allevamento di visoni in provincia di Rovigo. “Prenderei la compensazione e chiudo l’allevamento”. Intanto la scadenza del 28 febbraio, quando la sospensione dell’attività di allevamenti non sarà più in vigore, è imminente. 

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