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Fumi tossici dal campo rom vicino al centro sportivo. E i bambini come fanno a giocare? | VIDEO

Alcuni degli allievi del San Lorenzo Calcio raccontano a Filippo Roma di essersi sentiti male a causa dei fumi tossici provenienti dal campo rom. E quando i genitori, un anno fa, decidono di non mandare più i propri figli al campo sportivo, la sorte del San Lorenzo purtroppo è segnata. La Iena è andata a parlare con la sindaca Raggi e al campo rom nel quartiere di Villa Gordiani, dove gli è stata lanciata una pesante pala che gli ha beccato una gamba 

 

Una pesante pala che ruota in aria in direzione di Filippo Roma, la riuscirà a schivare?  Così è finita la nostra visita al campo rom nel quartiere di Villa Gordiani a Roma Est per provare a risolvere un problema, che sarebbe causato da alcuni nomadi del campo e che ha sconvolto la vita ai giovanissimi abitanti del quartiere.

Nella sede storica di un centro sportivo di quartiere, il San Lorenzo Calcio, per più di 80 anni si sono allenati bambini, giovani e adulti. Ma da qualche tempo c’è appunto un problema, come ci racconta Walter, il papà di Valerio, classe 2006: “Di là dal muro c’è un campo rom e bruciano di tutto: plastica, gomma, cavi di rame, di tutto”.

Alcuni degli allievi del San Lorenzo raccontano di essersi sentiti male a causa dei fumi tossici provenienti dal campo. Come Christian: “Sono andato all’ospedale col mister perché respiravo male e tossivo”, racconta alla Iena. La cartella clinica del pronto soccorso non lascia dubbi: codice giallo per “un’irritazione congiuntivale e alle altre vie respiratorie da fumi generati da roghi accesi nel campo nomadi di via dei Gordiani”. E quando i genitori, un anno fa, decidono di non mandare più i propri figli al campo sportivo, la sorte del San Lorenzo purtroppo è segnata.

“È scandaloso che io debba chiudere la mia scuola calcio per i roghi tossici”, dice il gestore del San Lorenzo Calcio Fabio Eleuteri. “E non dare la possibilità a più di 150 bambini del quartiere di continuare a fare la scuola calcio che amavano, questo perché è un pericolo per la loro salute”. Ma possibile che non sia intervenuto nessuno? “I roghi tossici ci sono più o meno da 4 o 5 anni”, dice Fabio. “Abbiamo chiamato la polizia, i carabinieri, i vigili del fuoco, abbiamo chiamato tutti. Alla fine non sapevamo più cosa fare e ci siamo rivolti a Le Iene”.

Così andiamo al comando della polizia di Tor Pignattara, dove è stata presentata una denuncia per segnalare che “tutte le sere gli abitanti del vicino campo nomadi bruciano sostanze plastiche rendendo l’aria irrespirabile”. “Mi chiedo come mai hanno fatto la denuncia a febbraio 2020 e a settembre sono stati costretti a chiudere causa roghi tossici senza che voi siate intervenuti?”, chiede la Iena al soprintendente del commissariato. “Le posso garantire che c’è la massima attenzione da parte della Questura. Noi facciamo il massimo per quello che ci è consentito”. 

I gestori della scuola calcio hanno anche provato a comunicare direttamente con i vicini del campo rom, ma senza troppo successo. “Fanno un po’ scaricabarile tra loro per dare la colpa a uno o all’altro ceppo di etnia rom”, ci dice Fabio, il gestore. “Fino a che le ultime volte siamo stati minacciati fisicamente, addirittura a mio fratello gli hanno una volta mostrato un coltello e un’altra volta gli hanno slegato i cani per farlo fuggire”.

E sul perché al campo nomadi brucino questo materiale tossico, un’idea il presidente del San Lorenzo Calcio se la sarebbe fatta. “Un giorno mi sono accorto che delle persone italiane scaricavano quello che avevano in macchina e ho visto contrattare con lo stesso campo nomadi buttando l’immondizia e prendevano dei soldi, i nomadi, mi sembra intorno ai 4, 5 euro, ho visto degli spicci. C’è una sorta di discarica abusiva a cielo aperto”, dice Simone Altobelli.  

E visto che qui le istituzioni latitano, dalle forze dell’ordine al Comune, proviamo a chiedere direttamente agli abitanti del campo nomadi se è possibile smetterla con i famigerati roghi tossici. Mentre ci avviciniamo all’ingresso del campo rom, già vediamo dei fumi. Alcuni abitanti del campo ammettono l’esistenza dei roghi tossici, ma anche loro sono costretti a subirli in silenzio per non litigare con chi li accende.

La Iena continua a cercare di parlare con gli abitanti del campo chiedendo chi è che accende i roghi, ma molti non sembrano volerci aiutare.

Filippo Roma, a gennaio 2021, è andato a parlare di questa situazione anche con la sindaca Virginia Raggi. “Il comune sta già intervenendo”, ci dice la sindaca. “Rispetto al campo Gordiani ricordiamo che noi con questa amministrazione abbiamo già chiuso due campi, anche grazie a una delle vostre segnalazioni, ne abbiamo in chiusura altri due. È inimmaginabile ovviamente avviare un progetto di chiusura e superamento dei campi tutti insieme”. La Iena fa notare che bisognerebbe sensibilizzare le persone a smettere di appiccare i roghi tossici. “Va superato anche questo, intensificheremo sicuramente i controlli non solo della polizia locale, che già si occupa di tutti i nostri campi, autorizzati e non, ma anche delle altre forze dell’ordine”.

Sono passati più di tre mesi da quest’incontro con la sindaca: il problema è stato risolto? Per scoprirlo siamo tornati al campo rom. Ma vediamo subito che stanno bruciando qualcosa. E un uomo non prende bene la nostra presenza. “Te ne vai con le buone o ti spacco tutto quanto”, ci urla e lancia una pala verso Filippo Roma. Per fortuna, la nostra Iena se l’è cavata con un edema al polpaccio e sette giorni di prognosi. Ma a tre mesi di distanza dal nostro incontro con la sindaca, che dicono i ragazzi del San Lorenzo Calcio? “Non è stato risolto nulla”, risponde Simone Altobelli. “Siamo come prima, non ho visto le istituzioni. Non ci ha dato una mano nessuno”.

Così sono i bambini stessi a fare un appello alla sindaca Raggi: “Sindaca Raggi, volevo farle un appello per risolvere il problema del fumo che viene dai campi rom”, dice Alessandro. “Ci faccia tornare a giocare tutti insieme, mi mancano i miei amici e il San Lorenzo, ma soprattutto giocare a calcio con loro”, continua Christian. “Rivogliamo il nostro campo da calcio senza roghi”, dice Riccardo.  

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