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Furti di gasolio dai camion dell'Ama di Roma: dopo il nostro servizio la Finanza cerca netturbini e benzinai furbetti | VIDEO

Alcuni furbetti avrebbero rubato da anni e senza controlli un sacco di carburante, pagato con i soldi dei contribuenti, dai camion della raccolta rifiuti dell’Ama di Roma. Dopo i servizi di Filippo Roma e Marco Occhipinti anche la Guardia di finanza vuole vederci chiaro. Nell’indagine per peculato potrebbero finirci anche alcuni benzinai che avrebbero favorito pieni di gasolio ritenuti illeciti

Netturbini furbetti, ma anche benzinai complici. È quanto sta cercando la Guardia di finanza, che ha avviato un’indagine dopo i nostri servizi sui presunti furti di benzina dai mezzi dell’Ama. Vi abbiamo parlato di questa vicenda partendo dalle testimonianze di chi si sarebbe reso complice, come potete vedere nel servizio qui sopra di Filippo Roma e Marco Occhipinti. 

Gente s’è costruita le case con ’sta cosa che rubano la benzina nei camion… che nella notte raccolgono la monnezza, mettono un tubo dentro, riescono a fare il succhio e a svuotare il furgone, arrivano a prendere anche 5 taniche di benzina a sera capito?”. A sostenerlo è una donna che si presenta come pentita: secondo il suo racconto avrebbe spillato carburante dall’estate del 2019 fino all’inizio dell’autunno. Lei si sarebbe occupata di portare le taniche di gasolio appena rubate presso il garage di un suo parente che lavora all’Ama. “Mi dava 100 euro a settimana, ma era un lavoro da 10 minuti solo che vedendo una volta una pattuglia della polizia ho avuto paura e ho smesso…”.

La truffa sarebbe avvenuta con la tecnica del “succhio”, ovvero succhiando tramite un tubo il carburante dal serbatoio di un camion per la raccolta dei rifiuti. Questo poi verrebbe messo nelle taniche e rivenduto. In particolare, sarebbe coinvolta secondo la testimone un’autorimessa Ama di Rocca Cencia a Roma Est. Ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Secondo un’altra testimone ci sarebbe un altro modo per recuperare il carburante: “Tutti gli operatori hanno una scheda carburante relativa al mezzo che stanno prendendo. Succede che al loro rientro in sede non c’è un’attività di controllo del rifornimento effettuato”, sostiene aggiungendo particolari. Quindi non ci sarebbe il controllo tra la benzina acquistata e i chilometri realmente percorsi, “anche perché molti mezzi non hanno il conteggio”, specifica la testimone. 

Dopo queste testimonianze, c’è chi ci ha messo la faccia per confermare tutto. “Già nel 2017 ci fu la prima segnalazione, 4 dipendenti utilizzavano la carta carburante nei periodi in cui stavano in malattia o erano assenti” , dice Vanessa Ranieri, ex consigliere di amministrazione di Ama. Questi operai vengono interrogati dall’azienda e ammettono il furto ricevendo la sospensione di 19 giorni. Per due di loro è arrivato poi il licenziamento mentre per gli altri il reintegro. 

Dopo i nostri due servizi qualcosa in Ama si è subito mosso. “Due dipendenti sono stati licenziati mentre ci sono ancora 24 contestazioni aperte”, riferisce una nostra fonte. “L’azienda ha già fatto capire che sarà molto dura nei loro confronti. Casualmente dopo il vostro servizio ci siamo ritrovati davanti un’azienda un po’ più responsabile…”. Ora però anche la Finanza vuole vederci chiaro e ha avviato un’indagine per peculato che potrebbe riguardare non solo i netturbini-furbetti, ma anche alcuni benzinai nella Capitale, che avrebbero aiutato a sottrarre un quantitativo ben più grande di gasolio guadagnandoci.

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