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George Floyd, Black Lives Matter, la condanna a Derek Chauvin: una rivoluzione | VIDEO

Derek Chauvin, il poliziotto statunitense che ha ucciso George Floyd, è stato ritenuto colpevole di tre capi d’imputazione per omicidio. Dalla morte dell’uomo afroamericano alla condanna dell’agente è passato quasi un anno, scandito dalle proteste del Black Lives Matter: 365 giorni dopo il mondo è cambiato

Tre volte colpevole”: il grido di liberazione della comunità afroamericana e di tutti i sostenitori dei diritti delle minoranze corre veloce su internet e nelle strade. Il 20 aprile 2021 è un giorno da cerchietto rosso sul calendario, uno spartiacque che segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova.

Derek Chauvin, il poliziotto statunitense che ha ucciso George Floyd, è stato ritenuto colpevole di tutti e tre i capi d’imputazione contestatigli: omicidio colposo, omicidio preterintenzionale e omicidio dovuto a una condotta negligente. Starà ora al giudice di Minneapolis, Peter Cahill, stabilire la condanna: dovrebbe aggirarsi intorno ai 40 anni di carcere.

È un passo gigante nella lotta al razzismo”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Ed è un passo gigante anche per lo stato del Minnesota: è la prima volta nella storia che un agente di polizia bianco viene condannato per l’omicidio di una persona nera. Il Minnesota è parte degli Stati Uniti dal 1858, più di 160 anni.

C’è voluto quasi un anno per arrivare alla sentenza di colpevolezza di Derek Chauvin. Il 25 maggio 2020 le immagini dell’agente che teneva schiacciato al suolo George Floyd, il ginocchio contro il collo a togliere il respiro all’uomo afroamericano, hanno fatto il giro del mondo. Si è creato così un grande movimento spontaneo di protesta, che ha riportato l’attenzione sul movimento Black Lives Matter (“Le vite dei neri contano”), fondato nel 2013 proprio per lottare contro le discriminazioni razziali.

L’indignazione per l’omicidio di George Floyd ha causato nei giorni successivi manifestazioni prima pacifiche, e poi via via sempre più violente. Sono stati necessari oltre 10mila soldati e una intera settimana per riportare la calma nelle vie di Minneapolis. L’onda di disgusto però ha travalicato i confini della città, dello stato del Minnesota e degli Stati Uniti, travolgendo il mondo.

In molti paesi si sono tenute manifestazioni contro il razzismo, che hanno coinvolto non solo comuni cittadini ma anche star internazionali. Risalto globale hanno avuto le immagini dei calciatori e dei giocatori Nba in ginocchio, in segno di protesta. Tra gli sportivi, è diventata emblematica la figura del 7 volte campione del mondo di F1 Lewis Hamilton, in prima linea nelle campagna di Black Lives Matter. La sua scuderia, la Mercedes, ha persino cambiato colore alle vetture per sostenere la causa.

E mentre le star di tutto il mondo tenevano alto il grido di Black Lives Matter, sempre più cittadini hanno trovato la forza di indignarsi e combattere contro il razzismo e i soprusi subìti. I nuovi casi di persone nere maltrattate o perfino uccise dalla polizia americana - sfortunatamente più comuni di quanto si potrebbe pensare - hanno aggiunto ulteriore rabbia all’indignazione.

Il movimento Black Lives Matter ha raccolto e indirizzato questi sentimenti in una lotta quotidiana contro le discriminazioni. C’è chi sostiene che le rivolte contro la discriminazione, per magnitudo e importanza seconde solo a quelle degli anni ’60 nell’ultimo secolo, abbiano giocato un ruolo importante nello scalzare dalla Casa Bianca uno dei presidenti più controversi di sempre, Donald Trump. Noi de Le Iene, poco prima di quel voto, abbiamo intervistato uno dei leader di Black Lives Matter: Hawk Newsome ci ha offerto la sua visione del futuro degli Stati Uniti e del mondo, nel servizio che potete vedere in testa a questo articolo. 

Per quasi un anno le comunità afroamericane sono scese in piazza con i cartelli e le immagini “I can’t breathe”, non posso respirare, una delle ultime frasi di George Floyd. Dopo la condanna Derek Chauvin trovare l’aria è diventato un po’ più semplice, per tutti.

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