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Gioielliere uccide due rapinatori: indagato. Quando è legittima difesa? | VIDEO

Il gioielliere Mario Roggero ha reagito a un'aggressione e ha sparato uccidendo due rapinatori, che avevano un’arma giocattolo (senza bollino rosso), e ferendone un terzo a Grinzane Cavour nel Cuneese. Ora è indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa. Con Giulio Golia ci siamo interrogati anche noi su dove finisce il diritto alla legittima difesa parlandovi di due altri casi di cronaca del passato purtroppo molto noti e che hanno avuto esito giudiziario opposto

Dove finisce il diritto alla legittima difesa? Anche noi de Le Iene ci siamo già posti la domanda raccontandovi con Giulio Golia due casi purtroppo molto noti e che hanno avuto esito giudiziario opposto. L’interrogativo torna oggi attualissimo per un’altra terribile storia di cronaca. Mario Roggero, 67 anni, ha sparato con la sua pistola uccidendo due uomini e ferendone un terzo durante una tentata rapina a Grinzane Cavour (Cuneo). I rapinatori avrebbero avuto un’ama giocattolo, priva però del bollino rosso che l’avrebbe identificata come tale. Ora il gioielliere è indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa.

Si tratta di un atto dovuto per poter consentire alcuni accertamenti irripetibili come autopsia e consulenza balistica, fa sapere la procura di Asti. “C’è stata una colluttazione”, racconta Roggero. “Mi sono trovato faccia a faccia con uomini armati e ho dovuto scegliere fra la mia vita e la loro. Mi spiace molto per quello che è successo, perché non avrei mai immaginato dopo 45 anni di lavoro di trovarmi in questa situazione. Mi sono ritrovato in una condizione estrema e posso solo dire che sono situazioni che non dovrebbero succedere. Ho fiducia nella magistratura”.

Le vittime sono Giuseppe Mazzarino, 58 anni, di Torino, e Andrea Spinelli, 45 anni, di Bra. Sono morti pochi metri dopo il negozio mentre tentavano la fuga. Ferito a una gamba Alessandro Modica, 34 anni, di Alba. Durante la tentata rapina la moglie del gioielliere è stata colpita con un pugno, la figlia è stata immobilizzata con fascette elettriche. Roggero avrebbe sparato quando uno dei rapinatori, dopo essersi fatto consegnare i gioielli, ha tentato di portare via anche l’incasso.

"Non provo niente”, ha detto al Tg1. “Mi spiace sia successo un fatto così, è molto brutto, ma o io o loro. Con la mano destra ho aperto la cassa, con la sinistra il cassetto in cui sapevo che c'era la mia arma e simultaneamente ci siamo trovati uno contro l'altro. Ho dovuto... poi sono scappati". “Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano” ha scritto Roggero su Facebok con una frase e una foto di Albert Einstein.

Nel servizio di Giulio Golia che vedete di qui sopra, anche noi de Le Iene ci siamo interrogati proprio sui limiti della legittima difesa, raccontatovi due altri casi di cronaca del passato purtroppo molto noti e che hanno avuto un esito giudiziario opposto.

Il primo è quello di Graziano Stacchio, per cui l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa è stata archiviata nel 2016 e che non ha subito quindi conseguenze legali. L'anno prima aveva visto tre rapinatori che sparavano verso un gioielliere, Roberto Zancan, in un tentativo di rapina vicino la sua stazione di benzina nel Vicentino. Graziano è intervenuto e, rispondendo al fuoco con il fucile, ha ferito a morte nella sparatoria uno dei rapinatori.

Diverso l’esito per Ermes Mattielli, che nel giugno 2006, sempre in provincia di Vicenza, sparò 14 colpi su due ladri disarmati che erano entrati nel suo magazzino. Mattielli, che aveva subito molti furti, è morto il 5 novembre 2015 per un infarto: un mese prima, il 7 ottobre, era stato condannato a 5 anni di carcere e a un risarcimento di 130 mila euro alle vittime.

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