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La storia di Giulia Schiff: non vola perché ha denunciato? | VIDEO

Dopo aver vinto il concorso per entrare nell’accademia dell’aeronautica, nel 2018 Giulia ottiene il brevetto di pilota. Durante il suo "battesimo del volo”, però, sarebbe stata picchiata. Decide di denunciare e parte un processo al tribunale militare. Intanto però viene espulsa dall’accademia: il Tar ha confermato l’espulsione, ma lei non intende arrendersi. Roberta Rei l’ha incontrata, e ha portato il suo caso al ministro della Difesa Lorenzo Guerini

Giulia Schiff è una ragazza di 21 anni con un grande sogno: volare. “Non riesco a immaginarmi di fare altro”. Una passione ereditata dal papà pilota: “Non c’è niente di simile al volo, è come stare sopra tutto e tutti e nessuno ti può nuocere”, racconta Giulia a Roberta Rei.

- ECCO LA RISPOSTA DEL MINISTRO DELLA DIFESA LORENZO GUERINI

Un sogno che viene coronato quando entra nell’accademia aeronautica di Pozzuoli: “Mi impegnavo, davo il massimo, e me lo sono meritato. Portare un aereo era un sogno, mi sentivo nel mio habitat naturale”. Il 7 aprile 2018 ottiene il grado di sergente e il brevetto di pilota. “Dopo il volo ci doveva essere un battesimo nella piscina del Pinguino”, ci racconta Giulia. “È il tuo battesimo e la tua carriera inizia”. 

Un rito goliardico che però “si è particolarmente incattivito dopo l’ingresso in aeronautica delle donne”: questo è quanto sostiene l’avvocato Massimo Strampelli, legale di Giulia. “Avevo detto ai miei colleghi di non esagerare”, ci racconta la stessa Giulia. Le immagini di quel giorno però racconterebbero un’altra storia con i colleghi che la caricano sulle spalle, la frustano, le tirano schiaffi e pugni. “Non riesci a respirare, ti manca l’aria”, racconta Giulia.

Dopo che sarebbe stata trattata a quel modo per 8 minuti, sarebbe stata impugnata come un ariete e sbattuta di testa contro un’ala di aereo conficcata nel terreno. Solo dopo tutto questo verrebbe lanciata nella fontana del pinguino. “Nel video si vedono figure di superiori che non intervengono”, afferma il dottor Strampelli. “Devo dimostrare di esser brava al pilotaggio, non di prendere botte a cuor sereno”, rivendica Giulia. “Credo sia una cosa malata”. 

Dopo quel pestaggio, racconta, Giulia fa fatica perfino a camminare, e si confida col padre Dino, ex pilota ed ufficiale dell’aeronautica. Il padre a quel punto manda un messaggio a un collega, lamentatosi del trattamento subìto dalla figlia. Dopo questo, Giulia racconta che tornata a Pozzuoli trova un ambiente molto diverso: “Ero la pecora nera del gruppo, un mostro. Ero diventata un animale da circo”.

“È evidente che la segnalazione del padre abbia attivato un meccanismo di telefonate tra i superiori di Giulia e chi era il diretto superiore non abbia apprezzato la lavata di capo arrivata”, sostiene l’avvocato Strampelli. E sarà solo una coincidenza, ma da questo momento Giulia riceve una lista infinta di sanzioni disciplinari.

Giulia comunque presenta una denuncia vera e propria, da cui nasce un processo davanti al tribunale militare che oggi vede 8 sergenti accusati di lesioni personali e ingiuria. Intanto viene espulsa dall’accademica. “Me lo ricordo come se fosse ieri”, dice Giulia a Roberta Rei. “Nessuno ha avuto il coraggio di starmi vicino quando ho deciso di denunciare, ho perso tutti”.

A far male a Giulia è anche un tweet di Samantha Cristoforetti, la celebre AstroSamantha, che ha pubblicato la foto del suo “battesimo” definendolo “uno dei giorni più belli della mia vita”. “Mi chiedo: ma lei le mani addosso le ha avute?”, dice Giulia. “Mi dispiace perché per me è sempre stata un idolo e mi ha ferita quando ha pubblicato quella foto”.

L’espulsione di Giulia dall’accademia è stata confermata dal Tar: il Tribunale ha ritenuto legittima la decisione assunta dall’Accademia Militare che, all’esito di varie prove e di un percorso formativo, ha giudicato la Schiff non idonea a proseguire la carriera da pilota.

Ora Giulia non può più volare. “Le donne che parlano non piacciono a nessuno, soprattutto nel mondo militare”, dice lei. “Tornassi indietro accetterei quelle botte in silenzio, perché rivoglio il mio lavoro di pilota militare”, confessa non riuscendo a trattenere le lacrime. Una ragazza costretta a pensare questo per rivendicare il suo sogno. “Io continuerò a lottare per quello che mi hanno tolto, perché so che hanno torno marcio”.

Per provarlo a Giulia servirebbe qualcuno che abbia il suo stesso coraggio: la nostra Roberta Rei prova a parlare col personale dell’accademica per capire cosa sia accaduto. Potete vedere cosa abbiamo scoperto nel servizio qui sopra. “Forse è arrivato il momento di reagire”, chiude Giulia. “Basta subire, non dimostriamo di essere forti stando zitti”. E la Iena ha portato il suo caso e fatto alcune domande anche al nostro ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

ECCO LA RISPOSTA DEL MINISTRO DELLA DIFESA LORENZO GUERINI

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