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Green pass dopo due dosi, niente ristorante per chi non lo ha: l'Italia verso la stretta? | VIDEO

In Francia il presidente Macron ha annunciato che senza Green pass non si potrà andare al ristorante, al cinema o prendere un aereo: un milione di francesi si sono così prenotati per il vaccino in poche ore. E adesso l’Italia ci pensa, per evitare una quarta ondata di coronavirus spinta dalla variante Delta

Un milione di prenotazioni per il vaccino anti Covid in poche ore: sembra un sogno, in un paese come l’Italia dove le richieste per i vaccini hanno rallentato bruscamente nelle ultime settimane. E’ realtà invece in Francia: ma come hanno fatto i cugini d’Oltralpe a raggiungere questo risultato?

Il presidente francese Macron ha stabilito che il Green pass, il documento europeo che attesta l’avvenuta vaccinazione, sarà obbligatorio per poter accedere ai ristoranti, ai cinema, nei musei o sui mezzi di trasporto come treni e aerei. Un cambio di rotta improvviso che però - almeno per adesso - sta pagando.

La paura per l’espansione della variante Delta in effetti si fa sentire in tutta Europa: Macron ha spiegato che la decisione nasce dal desiderio di evitare una quarta ondata spinta proprio dalla Delta, che sarebbe catastrofica sia per il morale dei cittadini sia per l’economia del Paese.

E adesso una simile discussione si è aperta anche in Italia: imitare o non imitare la Francia? L’idea che, secondo fonti di stampa, sarebbe allo studio del governo è quella di limitare il Green pass solamente a chi ha già ricevuto la seconda dose (o la vaccinazione completa nel caso del siero di J&J). E solo con il certificato sarebbe possibile partecipare a eventi a rischio, come è già adesso nel caso dei matrimoni. Ma non solo: anche per i ristoranti, le discoteche e gli stadi diventerebbe obbligatorio.

Le reazioni all’idea, ovviamente, non si sono fatte attendere: il Partito democratico e Leu sembrano propensi a seguire la stessa strada dell’Eliseo, Lega e Fratelli d’Italia invece gridano la loro contrarietà. Per il sottosegretario alla Salute Sileri la misura spingerebbe i giovani a vaccinarsi: “Pensiamo alle discoteche”, ha detto in una intervista al Messaggero. “Se concedessimo ai locali di aprire per i clienti con il Green pass, avremmo la corsa di chi ha tra i 18 e i 40 anni a vaccinarsi”. A favore della misura si sono espressi i governatori delle Regioni e la Federalberghi, mentre contraria è la Fipe-Confcommercio. Insomma, un tema che divide non solo le forze politiche ma anche le categorie del settore.

La strada per un decisione è comunque lunga: il governo si confronterà prima con il Comitato tecnico scientifico per avere un parere, ma prima di decidere occorre stabilire le misure generali a partire dal primo agosto, quando scadrà lo stato d’emergenza che però dovrebbe essere prorogato. E poi rimangono dubbi sulla costituzionalità della misura e anche sul rispetto della privacy, su cui sarebbe chiamato a esprimersi il Garante.

Guardando i dati, comunque, appare evidente come sia necessario accelerare per raggiungere l’agognata immunità di gregge contro il coronavirus: a oggi il 41,9% della popolazione ha ricevuto la doppia dose. Se consideriamo solo gli over 12 la percentuale sale al 46,4%, ma rimane ancora un terzo della popolazione che non ha ricevuto nemmeno una dose. Una cifra troppo alta, che sarà necessario far scendere in qualche modo per evitare un altro inverno come l’ultimo appena vissuto. Un incubo che dura da un anno e mezzo e che noi de Le Iene abbiamo provato a raccontarvi nello Speciale che potete rivedere in testa a questo articolo.

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