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L'inferno di Sandra, Berardino finisce in carcere: continuava a perseguitare l'ex | VIDEO

Berardino Di Crescenzo è stato trasferito in carcere, dopo che il gip di Chieti ha disposto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti dell’uomo: avrebbe continuato a perseguitare la ex nonostante fosse agli arresti domiciliari per stalking. Un caso che noi de Le Iene vi abbiamo raccontato con Veronica Ruggeri

Berardino Di Crescenzo va in carcere: il gip di Chieti ha disposto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti dell’uomo, perché avrebbe continuato a perseguitare la ex nonostante fosse agli arresti domiciliari per stalking.

La sua ex è Sandra, che noi de Le Iene abbiamo conosciuto con Veronica Ruggeri e che ci aveva raccontato l’inferno in cui era finita per colpa di Berardino: “Mi ha scritto impiccati, ti devi solo vergognare. Io non mi devo vergognare perché non ho fatto niente, ho solo amato la persona sbagliata”, aveva raccontato alla Iena.

Una vicenda che Sandra ha raccontato anche alle forze dell’ordine: quando Sandra ha messo fine alla breve relazione con quest’uomo a causa della gelosia di lui, Berardino avrebbe iniziato con atti persecutori di ogni tipo. Alla fine, dopo aver violato ogni tipo di misura inflittagli, dal divieto di avvicinamento al braccialetto elettronico, è finito ai domiciliari

Ma ancora una volta, ci aveva già raccontato Sandra, Berardino non si sarebbe fermato e adesso il gip di Chieti ne ha disposto il trasferimento in carcere. Sandra però sarebbe solo l’ultima delle sue vittime. “Io ero l’avvocato di Berardino”, aveva raccontato a Veronica Ruggeri Tristana, che ha difeso l’uomo nella sua ultima causa per la quale è stato in carcere appena un anno fa “per stalking nei confronti della sua ex”, racconta l’avvocato, che non si riferisce a Sandra. “Un’altra finita nello stesso modo. Lei l’ha lasciato e lui non si è rassegnato”, continua Tristana. L’avvocato fa il suo lavoro e ottiene che Berardino finisca di scontare la pena ai domiciliari.

Ha iniziato a telefonarmi in maniera proprio insistente, piangeva, si disperava, minacciava il suicidio”, racconta l’avvocato. “Poi ho trovato la gomma della mia macchina a terra, sistematicamente, per tre volte”. Non solo, i muri vicino casa di Tristana si riempiono di scritte simili per grafia e tenore a quelle su Sandra. “Tristana devi morire”, si legge su un muro. “Io decido di pubblicare sui social questa scritta”, racconta l’avvocato e da quel momento non succede più niente, forse anche perché Berardino aveva intanto conosciuto Sandra.

Veronica Ruggeri aveva contattato anche una ex di Berardino che ha avuto una storia con lui 20 anni fa. Le chiediamo se anche a lei Berardino ha fatto chiamate, pedinamenti, appostamenti. “Sì, uguale”, risponde alla Iena. E anche in quel caso l’uomo aveva pagato il suo debito con la giustizia, forse invano. Speriamo che questa volta l’inferno di Sandra possa davvero finire.

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