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In Italia 67 governi in 73 anni: quanto ci costa l'instabilità politica? | VIDEO

L’instabilità politica e i continui cambi di governo sembrano problemi lontana dalla vita dei cittadini, ma in realtà hanno conseguenze profonde per tutti. Dall’incertezza sugli investimenti fino al ritardo nel pagamento dei ristori, il nostro Gaetano Pecoraro ci spiega quanto ci costa tutto questo

A quattro anni dal terremoto non si è ricostruito nulla ad Amatrice”. A parlare con Gaetano Pecoraro è Sergio Pirozzi, nel 2016 sindaco del piccolo comune del Lazio devastato dal terremoto. Per quale motivo? “Sono cambiati quattro commissari, ogni governo lo cambiava”. E a ogni cambio di commissario, si riparte da zero.

Anche se spesso può non sembrare così, l’instabilità politica ha gravi conseguenze nella vita di tutti i cittadini. In 73 anni l’Italia ha cambiato 67 governi. Negli ultimi 30 anni ci sono stati 17 governi diversi: nello stesso periodo la Germania ha cambiato 3 cancellieri, la Francia 4 presidenti.

Uno dei motivi principali di questa instabilità è “la trasmigrazione di parlamentari eletti da una parte all’altra”, ci spiega il giurista Michele Ainis. Solo nell’ultima legislatura, cioè dal 2018 a oggi, 125 deputati e 65 senatori hanno cambiato gruppo parlamentare

Sembra un problema lontano dalla quotidianità dei cittadini, ma non è così: a ogni cambio di governo, non cambiano solo i ministri ma anche i viceministri e sottosegretari con relative deleghe. Un’operazione che può durare mesi, e prima che sia conclusa moltissime attività rimangono bloccate: tutto fermo, burocrazia bloccata.

Dall’inizio della Repubblica noi siamo stati 4 anni e mezzo in crisi di governo”, ci spiega ancora Michele Ainis. “E’ come se uno studente, dall’asilo fino alla fine delle scuole, stesse due anni senza professori”. E i danni sono molto profondi: “L’incertezza è la bestia peggiore per ogni investitore”, ci spiega il giornalista Sebastiano Barisoni. “Nell’arco di 5 anni tu devi avere la certezza che il governo non renda svantaggioso l’investimento a metà dell’opera”.

E di storie così ce ne sono state parecchie, come ci racconta Gaetano Pecoraro nel servizio in testa a questo articolo. E’ stato il caso del Tap, il gasdotto transeuropeo che approda in Puglia; una cosa simile è avvenuta con l’Ilva: “Tre governi, tre strategie diverse”. 

Lo stesso problema avviene con la separazione o l’accorpamento dei ministeri: ci sono dirigenti da riassegnare e organizzazioni del lavoro da rifare, e tutto questo blocca i progetti per mesi. E poi c’è anche il problema dei decreti attuativi: ogni legge ha bisogno di vari decreti attuativi che le rendano davvero applicabili. Ogni volta che un governo cambia, centinaia di questi provvedimenti non vengono fatti e le leggi restano ‘appese’.

Nello scorso governo, il Conte bis, solo “il 40% dei decreti attuativi sono stati fatti”. Meno della metà. E a essere rallentati in questi continui cambi di governo sono anche provvedimenti fondamentali, come i ristori per la crisi del coronavirus.

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