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“Lavoravo da 20 anni per Leonardo Ferragamo: ho perso il lavoro dopo una denuncia”

Per 20 anni dice di aver lavorato come domestico di Leonardo Ferragamo, presidente di un colosso della moda con oltre 4mila dipendenti. Ma per aver presentato denuncia dopo un incendio in cui ha perso tutto si sarebbe ritrovato anche senza lavoro. Luigi Pelazza ci racconta la vicenda di Marco Antonio che, secondo quanto sostiene, sembra che potrebbe gravare sulle casse dello Stato

Dopo più di 20 anni di servizio da loro, mi vogliono licenziare”. Marco Antonio inizia da qui a raccontare la sua storia. Lui assieme a sua moglie e alle loro due figlie hanno perso tutto quello che avevano nell’incendio che 7 mesi fa ha devastato la loro casa. Lavorava come domestico per Leonardo Ferragamo, presidente della Ferragamo spa un colosso della moda che conta oltre 4mila dipendenti con boutique in tutto il mondo. 

“Dopo 8 anni come domestico a casa sua sono stato assunto in una delle sue aziende per fare pulizia e manutenzione”, sostiene Marco Antonio che racconta la sua versione dei fatti. Oltre al lavoro, l’imprenditore gli avrebbe dato anche una casa in comodato d’uso gratuito. Ma sei mesi fa è scoppiato un incendio in cui ha perso tutto. Tutta la comunità si è mobilitata per aiutarli. Anche Ferragamo gli ha offerto del denaro in base a quanto racconta Marco Antonio. “Ma poi non si è più sentito”, sostiene. Dopo il periodo di malattia a seguito dell’incendio, la società lo mette in ferie e infine in cassa integrazione. “Loro vogliono licenziarmi”, dice Marco Antonio, che si è rivolto a un avvocato per capire se poteva recuperare i danni causati dall’incendio. Ma questo, secondo quanto ci riferisce, sarebbe bastato per inasprire i rapporti fino ad arrivare alla decisione del licenziamento. 

A questo punto ci racconta di essere stato contattato da un amministratore della società di Ferragamo che gli avrebbe spiegato la procedura per il licenziamento. “Mi dice di non presentarmi per 5 giorni, poi mi avrebbe mandato una raccomandata ma non mi sarei dovuto presentare. Così mi avrebbe mandato la lettera di dimissioni”, sostiene Marco Antonio. Per essere sicuri di questa ricostruzione, lui va a parlare con l’amministratore della società per farsi dire che cosa succederà dopo il termine della cassa integrazione: “Si va verso il licenziamento”, dice l’amministratore che non sa di essere registrato. “Insieme si firma il verbale di fronte all’ispettorato del lavoro in cui si conferma che sei mancato per più di 5 giorni e scatta il licenziamento. A questo punto ti puoi iscrivere per la disoccupazione”. Se confermato questo modo di operare andrebbe a pesare sulle casse dello Stato. “Non è legale perché è un accordo tra le parti”, dice l’amministratore. A questo punto Luigi Pelazza va a parlare con lui: “La scelta di licenziarlo è tutta mia perché sono responsabile dei dipendenti”. Noi rimaniamo a disposizione di tutte le altre persone coinvolte in questa vicenda che possano chiarire meglio come sono andate le cose.

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