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Licenziata perché non dimagrisce? “Mi hanno distrutta” | VIDEO

“Lui mi ha detto che voleva avere al suo fianco una donna elegante, una donna bella”. Annapia è una giovane donna che inizia a fare carriera in una grande azienda fino a quando, ci racconta, sarebbe stata licenziata dal suo capo perché considerata non abbastanza magra lavorare con lui

“Perché devo essere valutata sul mio aspetto fisico? Io devo essere valutata su come rendo sul lavoro”. Annapia è una giovane donna che sarebbe stata licenziata dal suo capo perché considerata troppo grassa per lavorare con lui.

“Io ho iniziato a lavorare presso una delle sue aziende che si occupa del servizio di teleassistenza”, racconta Annapia a Veronica Ruggeri. “Lui poi ha investito in altre tre società e aveva bisogno di qualcuno che gestisse l’apparato amministrativo e ha scelto me”. Annapia è contenta: “Avevo un full time a tempo indeterminato”. Così comincia a fare carriera in questa grande azienda a cui fanno capo anche centri medici, spa e palestre. “Lui ha deciso di formarmi come sua assistente”, racconta. Ma da questo momento il capo avrebbe cominciato a farle battute sul suo aspetto fisico. “Io quando sono in sovrappeso inizio ad avere la forfora e i capelli sporchi”, le avrebbe detto il capo, come si sente in una registrazione. “E per te che sei comunque una donna è peggio ancora”.

“L’episodio scatenante è stato che ero al mare e stavo mangiando un pezzo di pizza e scrivo su Facebook ‘io con la mia pizza patate e salsiccia sono molto felice’”, racconta Annapia. “Il giorno dopo vengo convocata d’urgenza nell’ufficio della moglie del mio capo, la direttrice di una palestra che loro hanno e mi dice che queste erano cose che dovevo cambiare. E in primis dovevo cambiare il fatto di essere un po’ sovrappeso. Le chiesi ‘cosa stai dicendo che se non dimagrisco rischio il mio lavoro?’. Lei mi ha risposto proprio ‘sì’ e lui me l’ha confermato. Mi ha detto ‘assolutamente sì perché io voglio avere al mio fianco una donna elegante, una donna bella’”.

“Questa cosa è successa a luglio, il mio stipendio veniva ridotto a 500 euro e dovevo seguire un percorso fino a dicembre. Se a dicembre avessi raggiunto il mio peso forma sarei tornata ad avere il mio stipendio, sennò sarei andata via”, racconta Annapia, che in passato aveva avuto problemi di salute che hanno influito proprio sul suo peso. “Loro sapevano di questa cosa e quindi è stato anche peggio”, dice alla Iena. 

E questa situazione non avrebbe riguardato solo Annapia: “C’è stata una mia collega che è stata mandata via perché ritenuta non idonea perché grassottella”. Annapia ci racconta di aver così iniziato ad andare molto spesso in palestra e mangiare poco. Ma ciò che questa situazione le causa non ha niente a che vedere con lo stare bene: “ho iniziato a bere, sono andata un po’ in depressione. Sono andata sotto psicofarmaci. Mi causavo il vomito dopo aver mangiato. Non è stato un bel periodo”.

“Non gli ho detto ‘me ne vado’, mi è bastato dire che non volevo fare questo percorso di dimagrimento”, ci racconta.  “Questo percorso per il dimagrimento mi ha messo un po’ in difficoltà”, avrebbe detto Annapia al capo, come si sente nelle registrazioni. “Annapì non ti deve mettere in difficoltà”, le avrebbe risposto il capo. “Non è una ‘conditio sine qua non’. È una ‘conditio’ di questo ambiente. Cioè se la cura e il benessere della persona non ci interessa, non possiamo stare insieme”, continua. “Io non credo che l’apparenza cambi la sostanza, però l’apparenza ci serve. Quindi se non ti viene questa cosa per me è dura. Capito?”. Così Annapia sarebbe stata salutata con una lettera di licenziamento con motivazione “riduzione di personale”.

“Perché devo essere valutata sul mio aspetto fisico? Io devo essere valutata su come rendo sul lavoro”, dice Annapia alla Iena. “Perché farmi questo? Perché portarmi a stare male?”. “Loro mi hanno distrutta”, conclude.

Veronica Ruggeri è andata a parlare con l’ex capo di Annapia, chiedendogli come mai l’abbia licenziata. “Io non ho licenziato Annapia”, ci risponde. “Io ho consigliato per il benessere suo di evitare salsicce e cose dalla mattina alla sera. Ma io gliel’ho detto in termini affettuosi. Non ho mai licenziato nessuno”. Annapia ha fatto ricorso contro il licenziamento e sarà un giudice a stabilire se dovrà essere risarcita. “Quando sono uscita da lì ero terrorizzata perché avevo perso il lavoro. Adesso sto bene”, ci dice Annpia. “Va bene così, non devo più far comandare loro”. 

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