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Luis Arsenio, condannato a due anni di carcere per quei casting anche a un minore | VIDEO

Luis Arsenio è stato condannato a due anni di carcere senza il beneficio della sospensione della pena per detenzione di materiale pedopornografico. Così ha stabilito il tribunale di Torre Annunziata (Napoli) per “La Iena della moda”, come si faceva chiamare lui. L’agente di moda si sarebbe fatto inviare foto e video degli aspiranti modelli che volevano partecipare ai suoi casting. Tre anni fa Veronica Ruggeri lo aveva smascherato

Dovrà scontare due anni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico. Luis Arsenio, che si faceva chiamare “La Iena della moda”, è stato condannato dal tribunale di Torre Annunziata (Napoli). È una vecchia conoscenza di Veronica Ruggeri che proprio tre anni fa ha raccolto le testimonianze di chi sosteneva di aver fatto provini con lui, come potete vedere nel servizio qui sopra.

Arsenio è il proprietario della “Zero Models Agency”, un’agenzia di moda che propagandava come tra le più importanti del Sud Italia con agganci a Hong Kong o Parigi e oltre 200 aziende (che però smentiscono collaborazioni). L’ex agente di modelli è stato condannato perché avrebbe spinto un 17enne a masturbarsi in video per un provino. Quel filmato assieme “ad altri 2.500 in meno di un anno” come lui ammette nel nostro servizio, gli veniva “liberamente inviato”. 

Nella fase dibattimentale del processo sono emersi gli stessi dettagli che abbiamo accertato nel servizio di Veronica Ruggeri. Arsenio fa annunci online di ricerca modelli. I ragazzi lo contattano esclusivamente via WhatsApp dove lui manda indicazioni degli step da superare per accedere al colloquio. 

“Mi ha chiesto un video inizialmente con l’asciugamano che copriva le parti intime, sino ad arrivare alla richiesta di masturbarmi in video e di inviarglieli”, racconta un testimone a Veronica Ruggeri. Per essere certi abbiamo messo alla prova “La Iena della moda” facendolo contattare da un nostro complice. 

Tramite messaggio WhatsApp gli propone tre video come fossero prove. Si inizia con un filmato registrato post doccia per passare poi a quella che lui definisce la “prova di interpretazione” che prevede un’entrata in scena completamente nudi. Infine “per la vittoria finale in cui vincerà quello più predisposto a stare a proprio agio con la propria nudità con gambe divaricate e non in total relax”: il piacere personale, praticamente l’autoerotismo. Gli abbiamo chiesto se in erezione e la risposta non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Assolutamente sì”. Tutto questo promettendo cachet da 750 euro per un pomeriggio di pose. 

La ricostruzione è stata riproposta anche da un ragazzo che a processo ha testimoniato contro di lui. All’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto la maggiore età. Dopo la sua denuncia sono stati sequestrati computer e telefoni riconducibili ad Arsenio. Gli inquirenti avrebbero trovato video e foto di giovani di età incerta. Nei filmati si vedevano i vari step del nostro servizio. Durante il processo Arsenio si è sempre difeso sostenendo che pensava fossero tutti maggiorenni

Anche Veronica Ruggeri era stata a trovarlo. “Siamo nel 2018 cara, se ancora il nudo fa scandalo!”, ci aveva risposto all’epoca. Ma a scandalizzarci non è di certo il nudo, semmai sembrava che tutto fosse un pretesto per convincere qualche malcapitato a mandare video in cui non solo era nudo, ma anche in comportamenti intimi.

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