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Luxuria a Le Iene: “La Legge Zan? Se il problema è il tempo, andassero un giorno in più in Parlamento” | VIDEO

Insieme hanno fatto un viaggio in Russia proprio per Le Iene contro l’omofobia. Oggi Pio e Amedeo sono finiti nel mirino per un loro sketch. Luxuria ci parla di loro, ma anche del disegno di legge Zan e di Fedez dopo il Concertone del Primo Maggio

Ho conosciuto il significato di omofobia quel giorno in cui sentì una brusca frenata. Da una macchina uscirono quattro ragazzi con delle spranghe di ferro. Mi davano del ricchione picchiando con odio e cattiveria”. Luxuria ci racconta la prima aggressione omofoba ricevuta e insieme parliamo anche del disegno di legge Zan dopo le polemiche di questa settimana. “Ai tempi non si denunciava perché non ne parlavano né giornali né televisioni. Sembravano botte che quasi ci meritavamo…”.

Oggi però i tempi sono cambiati. “Oggi è possibile mettere delle aggravanti per reati legati a motivi etnici, nazionalità o religiosi. Chiediamo di fare altrettanto per orientamento sessuale e identità di genere”. Ma parte della politica sembra aver tirato il freno a mano sul suo percorso di approvazione: “Se manca il tempo andate un giorno in più in Parlamento a lavorare”, dice Luxuria. Dopo il discorso di Fedez sul palco del Concertone del Primo Maggio l’attenzione si è accesa ulteriormente: “È come se alla parola omofobia ha fatto una traccia con un evidenziatore”.

Con Luxuria commentiamo anche lo sketch di Pio e Amedeo per cui ci sono state polemiche. “Li conosco da tanto tempo. Con loro siamo andati in Russia da Putin a urlare ‘Gay is ok’ in russo. Hanno provato con me che cos’è l’omofobia, quando ci hanno acciuffati portandoci via a folle velocità in macchina. Li ricordo piangere, si sono cagati sotto. Ora li vediamo ridere”, racconta ricordando quel viaggio (qui il servizio).

“Lo so che non sono omofobi, nello sketch che hanno fatto sembra che alla parola ‘frocio o ricchione’ ci si possa ridere sopra. Posso farlo io che sono autoironica: un adolescente non ci ride, piange. Si sentirebbe ferito”, commenta Luxuria. “Loro non volevano giustificare la parte violenta, ma non basta una risata. Ci siamo sentiti anche dopo lo sketch, ci siamo sentiti ma non riesco a non volergli bene”. Insieme sfatiamo anche qualche luogo comune, ma soprattutto ci ribadisce l’importanza di una legge contro l’omontransfobia: “Una legge non estingue ma farebbe sentire più punito chi commette azioni e più protette le vittime”.

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