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“Truffa di 335mila euro alla mamma di Valeria Marini”: chiesto il processo per Milazzo | VIDEO

Giuseppe Milazzo avrebbe fatto sparire 335mila euro che gli avrebbe dato Gianna Orrù, 83 anni, madre dell’attrice e showgirl Valeria Marini. Con Filippo Roma e Marco Occhipinti vi abbiamo raccontato tutto questo caso, compresa la presunta “storia” tra i due di cui ci aveva parlato il produttore Milazzo (negata, messaggi alla mano, dalla signora Orrù). Per lui il pm riformula ora la richiesta di rinvio a giudizio per truffa aggravata: udienza preliminare fissata per il 30 novembre

“Mi sento distrutta psicologicamente e fisicamente. Non mi sono ancora ripresa”, ci aveva detto la madre dell’attrice e showgirl Valeria Marini nel primo dei servizi di Filippo Roma e Marco Occhipinti sul caso, del 30 marzo scorso, che potete vedere qui sopra. “Questa persona è riuscita a far trasferire tutti i soldi che io avevo sul mio conto su un conto suo dicendo che avrebbe fatto un investimento”, sosteneva Gianna Orrù, 83 anni, parlando di quello che le avrebbe fatto passare l’attore e produttore cinematografico Giuseppe Milazzo. L’aveva conosciuto nell’ufficio della figlia, che ha poi cercato in ogni modo di dissuaderla da quegli investimenti. In tutto sarebbero scomparsi 335 mila euro.

Per questo il pm chiede ora il processo per Milazzo, 54 anni, che per il sostituto procuratore Pietro Pollidori sarebbe uno “spregiudicato” e “scaltro” truffatore. La nuova richiesta di rinvio a giudizio è stata riformulata dopo alcuni mesi. Ipotesi di reato: truffa aggravata, l’udienza preliminare è stata fissata per il 30 novembre prossimo.

“Il signor Milazzo propose quasi subito degli investimenti alla signora Orrù”, ci dice nel servizio qui sopra Laura Sgrò, avvocato della famiglia Marini, “palesandogli anche la possibilità di guadagni importanti con valuta in Bitcoin”. “Avrei dovuto ricevere sul mio conto in banca 903.000 euro, questo mi era stato detto”, prosegue Gianna, che però avrebbe visto solo sparire i suoi soldi. Della gestione materiale degli investimenti, a suo dire, se ne sarebbe occupata una terza persona: un certo Andrea Valerio Inturri che avrebbe operato tra Cina e Italia. Sulla sua stessa esistenza però Valeria Marini, aveva molti dubbi: “Ho messo un investigatore privato e ho scoperto che questa persona non esisteva all'anagrafe”.

Secondo gli inquirenti il tutto sarebbe una messinscena “realizzata abilmente simulando di essere un investitore autorizzato, in contatto con un sedicente amministratore di una società cinese, finanche a stipulare un contratto di investimento”.

Filippo Roma va a parlare direttamente anche con Milazzo. “È tutta una montatura della signora Orrù lo sanno tutti che la signora era innamorata di me quindi ti prego dai, se vuoi sapere la verità io ti faccio avere la verità con i messaggi e le immagini”, dice Milazzo alla Iena. Non solo: “La signora Gianna aveva una storia di sesso con me, è innamorata di me”. “Siccome io non ci sono stato”, continua, “si è inventata tutto”. “Ti mando i messaggi della signora nuda”, aggiunge ancora.

Chiediamo alla signora Gianna di questo suo presunto innamoramento per Milazzo (che non ci ha poi mai mandato i presunti messaggi). “Non diciamo stupidaggini”, ci dice. "Lui ha fatto una sorta di corteggiamento di quelle cose goffe e io gli ho detto che poteva essere anche mio nipote, e lui ha replicato che l’età non conta, ma io non ho dato seguito a queste sciocchezze che lui diceva”. Le diciamo della presunta storia di sesso: “Mi viene da ridere però il fatto è privo totalmente di consistenza”. E le immagini nuda? “Ma questo è impazzito completamente. Io ho 83 anni, foto nuda non ne ho mai fatte nella mia vita”.

“Lui ha vinto una battaglia, vediamo la guerra chi la vince!”, ci aveva detto poi Gianna Orrù mostrandoci i veri messaggi e vocali che si sarebbe scambiata con Milazzo (li trovate qui nel secondo servizio). Vi abbiamo parlato poi di alcuni attori, anche noti al grande pubblico, che sostengono di aver affidato al produttore Milazzo soldi che non sarebbero mai tornati ricevuti indietro.

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