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Marzo mese dell'endometriosi, la malattia invisibile: “Ho avuto la diagnosi dopo 12 anni di sofferenza” | VIDEO

Marzo è il mese dedicato alla sensibilizzazione e alla conoscenza dell’endometriosi, la malattia invisibile che colpisce tre milioni di donne in Italia. Ve ne abbiamo parlato nel servizio di Roberta Rei, intervistando anche l’attrice Whoopi Goldberg

“L’endometriosi purtroppo è tra quelle cose che accadono alle donne di cui nessuno vuole parlare”. Marzo è il mese dedicato alla sensibilizzazione e alla conoscenza dell’endometriosi, una patologia ancora troppo poco conosciuta di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Roberta Rei che potete vedere qui sopra.

In Italia sono tre milioni le donne affette da endometriosi e nei paesi occidentali sono circa 200 milioni. Nonostante questi numeri, purtroppo l’endometriosi è ancora una malattia invisibile, come hanno raccontato alcune donne che ne soffrono alla Iena.

In questa patologia, le cellule endometriali che solitamente rivestono e proteggono la parete dell’utero, si formano anche al di fuori dell’utero andando ad attaccare e ad avvolgere altri organi. “Tutto quello che sappiamo è che succede qualcosa con il rivestimento dell’utero”, ci ha spiegato Whoopi Goldberg, famosa attrice, doppiatrice, scrittrice e attivista americana. “E le cisti che creano possono essere così grandi… fanno male”.

Il dolore che prova chi soffre di endometriosi è davvero insopportabile, come ci hanno detto Dania, Francesca e Silvia. “Almeno un giorno al mese non andavo a scuola perché non riuscivo ad alzarmi dal letto”, racconta Dania. “Ero arrivata a soffrire tantissimo e a fare un abuso di antidolorifici per gestire il dolore”, continua Francesca. E più l’età va avanti, più i dolori aumentano.

Uno dei problemi è il ritardo con cui avviene la diagnosi. Come si legge sull’Ansa, a oggi sull’endometriosi grava un ritardo medio di 8-9 anni. “È solo con l’operazione che io sono giunta alla diagnosi di endometriosi, dopo 12 anni di sofferenza”, ci ha raccontato Francesca. Per dodici anni nessun medico le aveva prospettato questa possibilità. “Nessuno mi aveva mai pronunciato la parola ‘endometriosi’. Sono stata io che ingenuamente avevo messo tutti i sintomi su internet e combaciavano con quelli dell’endometriosi”.

Così troppe donne si portano dietro per tanto tempo la malattia. E quando finalmente qualcuno gliela diagnostica, può essere troppo tardi. “È una disfunzione corporea che può essere orribilmente pericolosa per le donne e per il loro futuro”, ci dice Whoopy. Per questo una diagnosi precoce è importantissima. La malattia inoltre non solo provoca moltissimo dolore, ma spesso porta anche all’infertilità: il 40% delle donne con endometriosi ha problemi nell’avere figli.

“Se gli uomini soffrissero di questa cosa ogni mese”, dice Whoopi, “avrebbero le migliori medicine al mondo. Ma siccome siamo donne, nessuno prende l’endometriosi sul serio”. E al momento, "l’endometriosi è una malattia senza cura”, spiega Francesca. “Non siamo pazze, non siamo isteriche”, continua Whoopi. “Questa è una cosa che accade nel nostro corpo, agisce su di noi chimicamente e a livello ormonale e non possiamo fermarla”. “È veramente tanto invalidante”, conclude Francesca. 

Nella legge di bilancio per il 2021, approvata a fine 2020, è stato inserito un finanziamento per il “sostegno dello studio e della ricerca sull’endometriosi”. In particolare, “è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 per il sostegno allo studio, alla ricerca e alla valutazione dell’incidenza dell’endometriosi nel territorio nazionale”. Il ministero della Salute ha 90 giorni dall’entrata in vigore della legge per stabilire i criteri e le modalità di ripartizione dei fondi. È importantissimo investire sulla ricerca in merito a questa malattia, perché fondamentale è riuscire ad avere diagnosi precoci e non tardive come avviene invece oggi. 

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