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Michele Orsi: ucciso dalla camorra, lo Stato nega ogni risarcimento | VIDEO

Michele Orsi, imprenditore attivo nel settore dei rifiuti, viene ucciso a Casal di Principe dalla camorra. Prima collegato ai clan dei Casalesi, poi collabora con la giustizia (ma mai ufficialmente riconosciuto dallo Stato): lo Stato però nega ogni risarcimento. Ce ne parla Antonino Monteleone

Casal di Principe è considerato il feudo del clan dei Casalesi. Qui fare l’imprenditore è molto difficile: se si ha successo, è quasi impossibile non entrare in contatto con loro. Il nostro Antonino Monteleone ci racconta la storia di Michele Orsi.

Il 1 giugno 2008 a Casale l’imprenditore Michele Orsi esce di casa per andare a comprare una bevanda a Florinda, la sua figlia più piccola. Sulla soglia del bar qualcuno esplode venti colpi di pistola, cinque di questi lo feriscono a morte: i marchi di una vendetta di camorra.

“Guardai dalla telecamera e vidi che c’erano parecchie persone che correvano incuriositi all’angolo della strada”, racconta la vedova di Michele Orsi alla Iena. “Pensai: che cos’è successo? Non capii nulla in quel momento, vedevo le persone che si mettevano le mani al viso e dicevano: guarda che è successo qualcosa a tuo marito. E allora ho capito”.

Michele Orsi aveva 46 anni e il commando che lo uccise quella mattina era guidato da Giuseppe Setola, boss della Camorra noto per essere l’esecutore materiale di decine di omicidi tra cui la strage di Castel Volturno. Ma come mai uno dei killer più sanguinari dei Casalesi decide di ammazzare con le proprie mani in pieno giorno un imprenditore campano?

“Michele Orsi non è un imprenditore qualsiasi, è una pedina centrale di un sistema di potere tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata“, ci dice Nello Trocchia. Per conoscere questa storia, guardate il servizio di Antonino Monteleone in testa a questo articolo.

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