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Morti due criminali di guerra nazisti condannati in Italia: nemmeno un giorno di carcere | VIDEO

Sono morti i due ex militari di guerra tedeschi Kerl Stark e Alfred Stork. Entrambi condannati all’ergastolo in Italia per l’uccisione indiscriminata di militari e civili, non hanno mai fatto nemmeno un giorno di carcere. Con Alessandro Politi, nel 2018, avevamo incontrato un altro ex ufficiale tedesco: Johann Riss

Sono morti in Germania i due militari di guerra tedeschi condannati all’ergastolo per l'uccisione indiscriminata di militari e civili italiani. Nonostante la sentenza definitiva, i due non hanno mai fatto nemmeno un girono di carcere o di domiciliari. Si tratta del centenario Karl Stark, condannato dal Tribunale militare di Roma nel 2012 per una serie di eccidi di militari e civili commessi in varie località dell'Appennino tosco-emiliano e di Alfred Stork, responsabile di aver partecipato a uno dei massacri nell’isola greca di Cefalonia nel settembre 1943 e di aver fucilato oltre 120 italiani.

Le richieste di estradizione dei condannati dai Paesi di origine sono però sempre cadute nel vuoto. E così per loro non c’è stato nemmeno un girono di carcere.

L’ex sergente Stark è morto il 14 dicembre scorso, mentre solo di recente si è saputo della morte di Alfred Stork, avvenuta nell’ottobre 2018.

"L'ultima frase che Stark ci lascia ('il processo italiano è stata una farsa'), riassume in sette parole il suo modo sprezzante e la sua totale assenza di rivisitazione delle sue azioni criminali”, ha detto l’avvocato Andrea Speranzoni, difensore di parte civile per i familiari delle vittime di Cervarolo, come si legge sull’Ansa. “Si chiude una pagina giudiziaria”, ha commentato il procuratore generale militare Marco De Paolis. “E si chiude male, in verità. Nessuno ha scontato la pena inflitta dal giudice”.

Con Alessandro Politi, nel novembre 2018, vi abbiamo parlato di un altro ufficiale tedesco che non ha scontato il carcere. È l'ex nazista Johann Riss, condannato all’ergastolo in Italia. Nel 2018 siamo riusciti ad entrare nella sua casa e a parlare con il figlio dell’ex SS. Riss nel 2015 è stato collocato al 4 ° posto nella lista dei criminali nazisti più ricercati dal Centro Simon Wiesenthal.

Ha partecipato allo sterminio di 174 civili innocenti tra cui donne, bambini e disabili colpevoli secondo i nazisti di avere ospitato e nascosto dei partigiani. Ma non c’era nessun partigiano in quel casale a Fucecchio di cui parlavano i gerarchi. E così le famiglie di Tosca e Vittoria, sopravvissute a quella terribile strage e che il nostro Alessandro Politi ha incontrato, hanno pagato con la vita per qualcosa che non avevano nemmeno fatto.

Le due donne, che hanno ancora negli occhi e nella memoria gli istanti terribili in cui Riss e i suoi uomini massacravano e davano fuoco ai civili, si sono salvate per miracolo. A nasconderle e a strapparle dunque a quell’orribile fine, sono state le loro madri: Tosca acquattata dentro a un albero, Vittoria nell’erba alta. Ad Alessandro Politi le due donne hanno consegnato le foto dei propri cari, affinché quell’uomo potesse rispondere a un’unica semplice domanda: “Cosa ti hanno fatto queste persone?”.  Nel 2018 abbiamo provato a fare quella domanda all’ex nazista nella sua casa in Baviera ma l’uomo, affetto da una forma demenza, non era in grado di parlare.  

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