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Una mozzarella per una Bmw (finita in Bulgaria): condannato per la truffa scoperta da Alessandro Di Sarno | VIDEO

Enrico aveva venduto la sua Bmw per quasi 50mila euro ma l’assegno era clonato. E in mano gli era rimasta solo una mozzarella di bufala da due chili, regalata alla consegna dell’auto. Ci ha pensato Alessandro Di Sarno ad aiutarlo a recuperarla volando fino in Bulgaria. Ora arriva la sentenza

Una Bmw da 50mila euro barattata con una mozzarella di bufala da due chili. Alessandro Di Sarno ci aveva parlato nel novembre 2019, nel servizio che potete vedere qui sopra, della truffa e della storia paradossale di cui è stato vittima Enrico e che ora è arrivata alla sentenza di primo grado con la condanna di Emanuele De Simone.

A contattare Le Iene è stato nel 2019 proprio Enrico: “È una storia che mi ha devastato”. Tutto inizia quando mette in vendita online per 50mila euro la sua Bmw X2. “Mi chiama l’acquirente, un certo Ciro Gallo. Chiudiamo l’accordo a 47.500 euro. Ma non ero convinto, così gli ho chiesto una fotografia dell’assegno. Di tutta risposta per tranquillizzarmi mi dice che lui ha una latteria e mi avrebbe mandato una mozzarella da due chili”. Ed Enrico ci casca: “Si è presentato con la mozzarella, io mi sono addolcito”.

I due si vedono vicino Pordenone e chiudono l’affare. Ma Enrico non sa che Ciro Gallo è lo pseudonimo di Emanuele De Simone, pregiudicato e già condannato per estorsione. “Abbiamo controllato insieme l’assegno e la banca ci ha confermato che era tutto a posto. Che cosa potevo fare in questa situazione?”, si chiede Enrico che non poteva immaginare di avere in mano un assegno clonato.

Per fortuna Enrico ha lasciato il gps attivo e tramite app può vedere gli spostamenti della sua auto. “Ciro Gallo era a Castellammare di Stabia, ma non mi tornava che si era comprato 50mila euro di macchina e non aveva ancora fatto il pieno”, dice Enrico. Dopo qualche giorno però c’è un’amara sorpresa: “L’auto era finita in Bulgaria. Lì ho capito che era una truffa”. E ovviamente i soldi dell’assegno circolare non sono mai arrivati sul suo conto.

A Enrico rimane in mano solo la grossa mozzarella di bufala da 2 chili. Sempre tramite l’app scopriamo dove la Bmw è parcheggiata da giorni. Così Enrico e Alessandro Di Sarno volano fino a Sofia. Quando vede la macchina scoppia in lacrime: “Sono stati due mesi da incubo”.

Ma c’è un problema, il parcheggio dove è stata lasciata l’auto è della polizia bulgara. “L’abbiamo sequestrata per irregolarità a una persona che abita qui vicino”, ci dice un poliziotto che però non ci rivela l’identità di questa persona. Così sempre tramite l’app del gps ricostruiamo gli spostamenti del veicolo nei giorni precedenti. Arriviamo a una casa dove a una donna chiediamo se mai avesse visto questa Bmw. Ci risponde che la sorella potrebbe essere informata della vicenda.

Corriamo da lei. “Non ho idea di come questa macchina sia arrivata dall’Italia in Bulgaria. Mio marito l’ha comprata da Ciro Gallo che l’ha portata qui”, dice. Ci spiega anche che l’auto è stata acquistata in contanti per 38mila euro. “Ora non riusciamo a trovarlo, altrimenti mi farei ridare i soldi visto che mi hanno sequestrato l’auto”. Loro non ne vogliono più sapere di questa storia. E alla fine ci restituiscono la chiave. Non resta che andare a riprendere l’auto dalla polizia!

Torniamo in Italia per metterci sulle tracce di Ciro Gallo. L’indirizzo di dove abita a Castellammare di Stabia lo recuperiamo dall’app del gps e lo troviamo. “La macchina l’ho demolita”, sostiene, ma ovviamente non è così. “L’ho truffato e quindi? Ora non lo faccio più”.

Dopo un anno e mezzo, è arrivata la condanna a otto mesi per Emanuele De Simone.

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