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Naufragio del peschereccio Nuova Iside, arrestati armatore e due ufficiali della petroliera Vulcanello | VIDEO

Il comandante e il terzo ufficiale della Vulcanello sono stati arrestati con l’accusa di omicidio colposo e naufragio, l’armatore deve rispondere di frode processuale e favoreggiamento personale. La vicenda è quella del naufragio della Nuova Iside, affondata con tre uomini a bordo nelle acque di San Vito Lo Capo in Sicilia forse per una collisione con la petroliera. Con Giulio Golia e Francesca Di Stefano abbiamo ricostruito quella tragica notte

Svolta nelle indagini sul peschereccio Nuova Iside. La Guardia Costiera ha arrestato l’armatore, il comandante e il terzo ufficiale di coperta della motonave Vulcanello. Con Giulio Golia e Francesca Di Stefano, come potete vedere nel servizio qui sopra, vi abbiamo parlato più volte del tragico affondamento il 12 maggio 2020 del peschereccio Nuova Iside con tre uomini a bordo nelle acque di San Vito Lo Capo in Sicilia. Abbiamo ricostruito i misteri di quella notte attraverso il racconto dei familiari e dei loro periti che sostengono sulla base delle registrazioni della scatola nera della petroliera Vulcanello che si sarebbe tragicamente scontrata con il peschereccio.

Come potete vedere nel servizio qui sopra, noi de Le Iene siamo ripartiti da un video che mostra la Nuova Iside rintracciata a 1.400 metri profondità con la fiancata tutta graffiata come se avesse urtato qualcosa. L’altro lato potrebbe essere stato aperto se non sfondato. A far finire lì il peschereccio sarebbe stato “un evento improvviso e fulmineo” che non ha dato tempo ai tre pescatori di mandare nemmeno un sos.

Soprattutto, le registrazioni della scatola nera della petroliera, secondo legali e periti dei familiari delle vittime, mostrerebbero una collisione con il peschereccio che sarebbe avvenuta “per negligenza” di chi stava in plancia sulla petroliera, che navigava con il pilota automatico. Nessuno avrebbe guardato il radar che mostrava il peschereccio, semi-ancorato mentre pescava, in direzione di collisione con la nave. Non solo, purtroppo nessuno dei tantissimi sistemi per prevenire incidenti, presenti su queste navi, sarebbe stato avviato. E nessuno avrebbe visto a occhio nudo le luci accese del peschereccio.

Come risulta dal giornale di bordo, quel giorno è avvenuto il cambio di guardia. In plancia di comando arrivano il terzo ufficiale Giuseppe Caratozzolo e il timoniere Mihai Jorascu. Per qualche ora si sentono chiacchierare, poi alle 22.12 poco prima di arriva all’altezza di Capo San Vito arriva una telefonata. “Tutto a posto, iniziamo a fare i documenti”, si sente dire. Un’operazione che non sembra una prassi e che potrebbe averli distratti dal controllo delle rotte. “Il radar era stato completamente dimenticato da chi stava in plancia”, dice l’avvocato Ruffino.

A bordo della Vulcanello qualcuno si è accorto di qualcosa? Alcuni elementi fanno pensare di sì. Nel caso, si sarebbe potuto dare subito l’allarme. Sulla vicenda è stata aperta l’inchiesta che oggi è arrivata ai tre arresti. Il comandante e il terzo ufficiale sono accusati di naufragio e omicidio colposo. Invece l’armatore che si trova ai domiciliari è stato ipotizzato il reato di frode processuale e favoreggiamento personale.

“Non ho niente da nascondere. Ho fede nella magistratura e vediamo che cosa ne esce”, ci aveva detto al telefono Giuseppe Caratozzolo, il terzo ufficiale, arrestato anche lui oggi. “Sono innocente e alla fine di tutto sono disponibile a parlarne”. 

 

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