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'Ndrangheta, due ville sequestrate tornano al vecchio proprietario? | VIDEO

Luigi Pelazza è andato a indagare, dopo una segnalazione anonima, a San Francesco al Campo nel Torinese. Tra una presunta prestanome e le versioni del sindaco e del comandante della polizia locale

Due bellissime ville sequestrate dallo Stato a un mafioso che, usando un prestanome, se le sarebbe ricomprate a basso prezzo. Riparte da qui l’inchiesta di Luigi Pelazza sulla ’ndrangheta a Torino, dopo il servizio su Mauro, che ha avuto il coraggio di denunciarla ed è finito rovinato.

Tutto parte con l’operazione Minotauro del 2011 contro la criminalità organizzata nel Nord Italia. Tra i 150 arrestati c’è anche Urbano Zucco, che sarebbe un ’ndranghetista di spicco. Con il suo arresto le due ville a San Francesco al Campo nel Torinese vengono confiscate.

La Iena va davanti alle abitazioni per capire se potrebbe essere vero che ne è tornato in possesso, come ci hanno scritto via email con una segnalazione anonima. La mattina presto vediamo Urbano Zucco uscire da una delle due ville. Potrebbe avere usato un prestanome per tornarne in possesso: in effetti le ha comprate all’asta una sua cognata, che sembra abitare però ancora al suo vecchio indirizzo, e l’altra la suocera del fratello.

Urbano Zucco, che ha scontato 6 anni di carcere, non vuole parlare con Luigi Pelazza e si allontana. Lo stesso fa la cognata che sarebbe soltanto l’intestataria di una delle due ville, di 344 metri quadri, valore stimato di 800mila euro, pagata poi per 180mila euro all’asta.

Andiamo a parlare anche con il sindaco del paese, che parla bene di Zucco, condannato in via definitiva, e sembra tergiversare sulle due piscine delle ville che sembrano abusive (non risultano accatastate).

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