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Neonato abbandonato, la mamma: “Voglio avere la possibilità di crescere mio figlio” | VIDEO

Sara è la mamma di un bambino ritrovato abbandonato a Ragusa. Ci racconta come sarebbero andate le cose e ora chiede di poter crescere il piccolo, che nel frattempo è stato dato in affidamento

Voglio avere la possibilità di crescere mio figlio. Le seconde possibilità si danno a tutti, perché a me no”. A parlare è la mamma di un bambino di cui si è molto parlato nei mesi scorsi perché protagonista di un triste fatto di cronaca accaduto a Ragusa, dove un neonato è stato trovato abbandonato. Il piccolo dopo pochi giorni è stato dato in affido. Adesso la mamma ha deciso di parlare per chiedere che le venga restituito suo figlio.

Sara ha 41 anni,  un buon lavoro e un figlio adolescente, nato da un precedente matrimonio. Dopo il divorzio, 5 anni fa, conosce un uomo con cui inizia una relazione. Dopo un paio di anni i due hanno una figlia. “Eravamo felicissimi”, racconta la donna a Ismaele La Vardera. Decidono però di non vivere insieme, a detta di Sara per una questione logistica.

Il papà riesce comunque a mantenere i rapporti con la figlia. “Lui non è tanto presente economicamente”, ci racconta la donna, “la cresco io, non è facile”. Ma da quanto racconta la sorella di Sara il problema non sarebbe solo economico: “Lui non c’era, lui non veniva a casa di mia sorella, con la bambina neonata leo andava da lui. L’ho vista molto trascurata, non sorrideva più. Se prima era sempre con noi poi piano piano si è allontanata”.

Sara rimane in questa situazione per tre anni fino a quando succede una cosa che proprio non si aspettava: “Ho scoperto di essere di nuovo in attesa, l'ho capito quando già erano cinque mesi. Ho avuto delle perdite fino a cinque mesi. Poi mi è venuto il dubbio e ho fatto il test”.

Così Sara scopre di essere incinta. “Ero contenta ma pensavo alla vita frenetica che facevo e quindi mi è preso il panico solo che me ne sono resa conto tardi, sennò avrei fatto un'atra scleta: interrompere la gravidanza. Ho preferito non dire niente a nessuno e tenere tutto nascosto”, racconta alla Iena. La donna incredibilmente finge per nove mesi di non essere incinta, anche con il futuro papà. “Dormivamo a casa sua”, racconta. E quando le chiediamo se lui non vedesse la pancia ci risponde: “Non diceva nulla. Ci sono cose che nemmeno mi ricordo ora, era come se non fossi io. Lui non mi ha chiesto niente”.

Sara ci racconta di non essere mai andata dal dottore in nove mesi. Fino a quando non arriva il momento del parto e la donna, sola in bagno, partorisce il figlio. Sara, ci racconta, avrebbe a quel punto capito di dover chiedere aiuto almeno per farlo visitare. “Ho chiamato il padre del bambino. Lui da lì a poco è arrivato. Mi ha chiesto di chi era e io ho detto che era nostro”. Sara, racconta, gli avrebbe detto di portare il neonato in ospedale per vedere come stesse. “Lui non mi ha neanche risposto”, racconta la donna. “Non mi ha chiesto niente, ha preso il bambino e se ne è andato”.

Ma dopo un paio d’ore, racconta Sara, non ha più notizie. “La sera apro Facebook e vedo che hanno trovato un bambino di fronte alla sua attività, abbandonato. Sono rimasta scioccata e l’ho chiamato. Lui mi ha detto che non poteva parlare perché era in Questura”. Sara a quel punto avrebbe capito che il bambino di cui parlavano era proprio il suo. “Invece di portarlo in ospedale lui lo mette in un sacchetto, lo mette in macchina e da lì vanno di fronte alla sua attività facendo credere che l’aveva trovato per strada”, sostiene la donna. Una storia terribile.

“Andavo tutti i gironi nel parcheggio dell’ospedale a piangere cercando di trovare il coraggio per entrare ma non ci sono mai riuscita”, racconta Sara. La donna sostiene di aver avuto paura a entrare anche per qualcosa che le avrebbe detto il suo compagno: “Mi diceva che se entravo c’era la possibilità che mi togliessero gli altri due bambini e che mi arrestassero”.

Fino che la polizia non avverte i genitori di Sara della situazione. “Sono passati sei mesi”, dice la donna piangendo. Il neonato ovviamente è stato dato in affido a un’altra famiglia, ma Sara non accetta più quella decisione. “Io chiedo di riavere il mio bambino. Non ho fatto male a nessuno, mi occupo di due bambini. Le seconde possibilità si danno a tutti”. A decidere cosa sarà meglio per il neonato ci penserà un tribunale. Intanto siamo andati a parlare con il papà del piccolo, che un mese dopo la vicenda è stato arrestato e poi di nuovo rilasciato. “Il cervello se ne va in tilt”, ha detto alla Iena. “Bisogna esserci nel mezzo per provare quello che si prova”.

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